The killing of a sacred deer (2017)

Categoria:  Recensione

7 Dicembre 2019

di Yorgos Lanthimos

con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan

L’accoppiata Lanthimos – Farrell aveva già lasciato un segno con Lobster, e torna qui a colpire lo spettatore con tutto il suo potere di evocazione, simbolismo e humor nero. Ritroviamo i dialoghi monotoni, non nei contenuti ma proprio nel tono. Ritroviamo l’ipocrisia, il tentativo costante di sfuggire alle proprie responsabilità, ma qui si tratta di un individuo e non di un gruppo, non della società. Si tratta di un chirurgo, precisamente di un cardiochirurgo, e del distacco abissale tra le sue debolezze, le sue colpe, e l’immagine semidivina di se stesso che coltiva e dentro cui pretende di vivere. Un’immagine che viene demolita pezzo per pezzo da un elemento esterno al mondo trionfante, scintillante di logica e scienza dentro e dietro cui nasconde le proprie fallacie. Un elemento che vive e impone regole differenti, regole antiche e non negoziabili, un’idea di giustizia profonda e spietata. E in un crescente senso di incubo lo spettatore accompagna il chirurgo-dio, improvvisamente essere umano e vulnerabile, disarmato davanti al profetico dilemma, all’occhio per occhio, al necessario sacrificio riparatore, destinato ad affrontare il lutto incombente e sperimentarne nel cuore le fasi: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. Un film esasperante, spietato e nerissimo. Guardarlo è una sofferenza, ma ne vale la pena.

Biblico

Stefano Re
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11 Gennaio 2021

Quando sono violati dei diritti fondamentali, la questione non riguarda mai soltanto gli altri: se un diritto scompare, scompare per tutti, non solo per quelli là. Scompare anche per noi.

Qualcuno sta decidendo cosa potete esprimere socialmente. La censura sui social network non viola soltanto diritti garantiti dalla Costituzione, assegna ai privati arbitrio assoluto sui nostri pensieri.

24 Dicembre 2020

Voi che ponete in modo serialmente nauseante la domanda: “ma tu sei laureato in medicina / immunologia / virologia / qualsiasi scienziologia?” Datevi pace: ripetere questa domanda non vi fa apparire arguti, vi fa apparire degli ebeti.


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