Dei casi giudiziari si occupi la magistratura, ma del rapporto tra Stato, Famiglia e figli se ne deve occupare la politica, e i Cittadini sono chiamati a comprendere, discutere e decidere cosa la politica debba fare in merito. Perchรฉ su questo tema la divisione di schieramento non รจ affatto strumentale, nรฉ partitica: รจ sostanziale ed รจ esistenziale.
Da un lato abbiamo unโarea politica e culturale secondo cui, riguardo ai figli, รจ lo Stato ad avere prioritร decisionale. Esponenti di questa ideologia hanno dichiarato con molta chiarezza come vedono la questione: secondo loro il figlio NON รจ dei genitori. I genitori sono soltanto una sorta di โguardianiโ che debbono educarlo e crescerlo secondo regole dettate dallo Stato, e se non lo fanno nel modo in cui viene loro dettato, se dissentono dal programma che viene loro imposto, il bambino puรฒ e deve venirgli tolto, per assegnarlo ad altri โguardianiโ piรน obbedienti.
Dallโaltro lato, abbiamo unโarea culturale e politica che ritiene siano i Genitori ad avere preminenza, e che lo Stato debba poter intervenire solo in casi estremi.
Non si tratta ovviamente solo dei figli: le due visioni discendono da idee del rapporto tra Stato e Cittadini profondamente diverse. Cโรจ infatti chi ritiene che lo Stato debba โeducareโ i propri Cittadini, debba imporre loro regole e norme, altrimenti i Cittadini farebbero solo disastri. Questโottica considera lo Stato come una specie di โPadre-Padroneโ e vede i Cittadini come dei bambini pericolosamente irresponsabili, se lasciati a gestire se stessi. Cโรจ chi invece ritiene che lo Stato sia solo un accordo che assumono tra loro proprio i Cittadini, come adulti responsabili, per gestire e organizzare risorse e attivitร comuni. Secondo questa visione, lo Stato รจ una struttura al servizio dei Cittadini, che attua e persegue le scelte dei Cittadini stessi.
Questa differenza fondamentale si delinea in ogni tema o argomento attualmente dibattuto, dalle vaccinazioni allโeconomia, dalla moneta ai referendum, dalle adozioni allo status giuridico della famiglia, dalla legittima difesa al vincolo di mandato, dal modo di regolamentare lโimmigrazione al tipo di alimentazione da seguire. Cโรจ chi ripete che โdevono decidere gli espertiโ e poi lo Stato deve far ubbidire tutti gli ignoranti Cittadini alle regole che hanno dettato gli esperti, e cโรจ chi invece ritiene che gli esperti debbano venire sentiti come consulenti, debbano fornire gli strumenti per decidere, ma poi debbano essere i Cittadini a decidere riguardo alle proprie vite, e lo Stato abbia il compito di agevolare e implementare la volontร dei propri Cittadini.
La distinzione รจ molto semplice e molto netta: cโรจ chi vede lo Stato come un padrone e chi lo vede come un servo. La prima posizione promuove, richiede e produce obblighi, linee guida, libretti di istruzioni e relativi controlli e sanzioni per garantire che vengano ubbiditi. La seconda promuove, richiede e produce libertร di scelta, maggiore autonomia, maggiore informazione, maggiore responsabilitร individuale. Non sono posizioni conciliabili: sono posizioni diametralmente opposte.
Sul tema dei minori, cโรจ chi ritiene che sia lo Stato ad aver diritto di decidere dei figli, e chi ritiene siano i loro Genitori. Va da sรฉ che ogni bimbo maltrattato e abusato in una famiglia sarร ragione di indignazione di una parte e ogni bambino sottratto alla famiglia per venire poi maltrattato e abusato sarร ragione di indignazione dell’altra parte.
Ciascuno puรฒ e deve decidere quale prioritร offra maggiori garanzie a tutela dei bambini. In linea di principio, io mi fido di piรน di una madre e di un padre piuttosto che di medici, sindaci, psicologi e giudici. I genitori passano anni con il bambino, ci dormono insieme ogni notte, lo osservano e stabiliscono forme di comunicazione con lui quotidianamente, la madre lo ha tenuto nel suo stesso corpo per nove mesi di fila. I funzionari pubblici, gli โespertiโ, il bambino lo vedono quando e come fa loro comodo, in contesti estranei alla quotidianitร del bimbo stesso, e pretendono capire la situazione adattando schemi e modelli teorici ai casi reali. Pretendono di intervenire e decidere cosa sia โmeglio per il bimboโ senza nemmeno conoscerlo.
Per questo, io ritengo che si debba cambiare la legge al riguardo in modo chiaro ed evidente, togliendo allo Stato e ai suoi funzionari la possibilitร di intervenire in seno alle famiglie se non in casi incontrovertibili di abuso e sofferenza del minore.
Prima di tutto, ritengo che sia necessario stabilire in modo chiaro che lo Stato รจ il servo dei Cittadini, non il loro padrone. Questo, รจ il punto veramente in discussione.




La scelta di campo รจ netta e diventa anche ovvia se hai maturato un minimo di consapevolezza. Non fosse altro per la banale evidenza che l’uomo puรฒ benissimo vivere senza lo stato ma non viceversa. Mi รจ sempre parso chiaro che lo stato dovesse prescindere da un accordo tra Liberi per occuparsi dell amministrazioni di alcune faccende di portata piรน ampia.
Il fatto che molti si sentano piรน “protetti” da una situazione di padre padrone significa che non siamo riusciti nell intento, e quindi lo stato, di far crescere le persone in autonomia di pensiero ma anzi, attraverso la scuola, tutto il contrario…