Enemy

Enemy (2013) Da Non Perdere

Categoria:  Recensione

24 Febbraio 2016

ENEMY secondo Stefano Re

SPOILER ALERT: chi non abbia visto il film è caldamente sconsigliato dal leggere quanto segue. L’esperienza di questo film è un viaggio percettivo appassionante ed impegnativo, e le righe che seguono sono mie riflessioni scaturite da decine di visioni del film stesso, destinate a chi, avendolo visto, desideri confrontare le proprie impressioni con le mie.

Sarebbe un vero peccato privarvi del piacere di esplorarlo senza alcuna indicazione, per cui ecco, vi ho avvisati.

La chiave metaforica

Tra le prime inquadrature del film appare la scritta: “Chaos is order yet undeciphered” (il caos è un ordine ancora non decifrato), una citazione dal libro “il doppio” di José Saramago, cui il film è in varia misura ispirato. Questa citazione è la prima chiara indicazione della chiave di lettura dell’opera. Per parlare decentemente del film Enemy occorre infatti anzitutto capire una cosa: l’intero film va letto in chiave simbolica e metaforica. Personaggi e situazioni possono talvolta essere mere proiezioni simboliche e altrove voler rappresentare in parte o in toto situazioni “reali”. Il motivo per cui i due piani narrativi si intersecano in modo indistinto è chiaro: quel che osserviamo è la narrazione percettiva del protagonista, che percepisce come “reale” tutto ciò che viene raccontato, benché siano in effetti solo rappresentazioni delle sue necessità inconsce. L’apparente caos narrativo che seguirà è, a tutti gli effetti, un ordine che ancora lo spettatore non ha decifrato.

Quindi, primo grosso spoiler per capire il film: i due protagonisti identici sono in realtà la stessa persona – o meglio due espressioni della sua mente in conflitto tra di loro.

La trama come appare

Ecco dunque il tema narrativo del film: c’è una persona, che chiamiamo A (può stare tanto per Anthony che per Adam), ed è sposata con Helen, incinta da sei mesi. Che mestiere faccia, se sia un attore o un professore di storia, non è dato saperlo per certo. Quel che è chiaro è però che questo personaggio teme le donne e se ne sente manipolato e intrappolato. È stato infedele alla moglie e ha il desiderio di esserlo ancora, non tanto per desideri sessuali quanto per la necessità di fuggire da forme di relazione che percepisce come trappole. Così è nei confronti della madre, così è nei confronti della moglie, e il fatto che lei sia incinta scatena in lui una pulsione determinante a cercare vie di fuga in cui affermare la propria libertà. Una parte di A, però, vorrebbe al contrario assumersi la responsabilità della relazione e restare vicino alla moglie, frequentare la madre, trovare forme di convivenza serene e costruttive.

Quel che nel film viene rappresentato sono la scissione e l’interazione tra queste due pulsioni del protagonista.

Ciò premesso, partiamo dall’inizio e annotiamoci una serie di elementi che man mano acquisteranno chiarezza:

Il film si apre con uno skyline di Toronto, la città dove si svolge l’intero film e dove, presumibilmente, vive il protagonista. In voice over si sente il messaggio lasciato in segreteria telefonica di una donna, la madre, che mostra preoccupazione al figlio, critica il suo nuovo appartamento (come puoi vivere così?) e gli chiede di farsi risentire e rivedere.

Una delle due “anime” di A, Anthony Claire, viene visualizzato come convivente con la moglie incinta, ma frequentatore di un sex club esclusivo in cui vengono messe in atto scene molto particolari. In una di esse, una donna nuda viene osservata dagli uomini del pubblico mentre si accinge a calpestare un ragno (vedremo in seguito i simbolismi relativi). Anthony fa l’attore, appare un uomo volitivo, aggressivo e determinato, ma anche facile alla rabbia e alle scenate.

L’altra “anima” di A, Adam Bell, è invece una persona pacata e rispettosa, timida e impegnata. Fa il professore ed è fedele alla propria fidanzata, Mary.

Nel film Adam scopre, apparentemente per caso, l’esistenza di Anthony, e la loro incredibile somiglianza. Svolge delle indagini su di lui e trova l’agenzia tramite cui lavora per il cinema. Vi si reca e viene scambiato per Anthony, gli viene consegnato un plico chiuso con su scritto “personale e confidenziale” che evita di aprire. Scoperto l’indirizzo di casa di Anthony, Adam chiama a casa sua e parla con la moglie, Helen, che ovviamente lo prende per suo marito Anthony. La telefonata si chiude con turbamento di Helen e imbarazzo di Adam.

In seguito Adam ricontatta Anthony, che dapprima cerca di sbolognarlo brutalmente, poi sembra accettare di organizzare un incontro e prende nota su un foglietto del nome e della professione di Adam.

Helen, insospettita dall’intera vicenda, accusa il marito Anthony di essergli stato di nuovo infedele ed i due litigano. In seguito, Anthony rintraccia in internet il numero di telefono di Adam (si noti che il numero appare sul monitor con dei punti interrogativi in mezzo). Quando Anthony sta dormendo, Helen fruga i suoi jeans e trova il foglietto. Poi, a sua volta, trova in internet la scuola dove Adam insegna. Il giorno seguente Anthony telefona ad Adam e fissa con lui un incontro. Helen, nel contempo, si reca presso la scuola e trova Adam seduto su una panchina durante una pausa. Adam scambia qualche parola occasionale con Helen senza dare cenno di riconoscerla, ed Helen esce dall’incontro sconvolta.

A casa, Helen racconta ad Anthony di aver incontrato Adam, che è identico a lui, e gli dice: “tu lo sai cosa sta succedendo”.

Segue un interludio – sogno in cui Adam cammina, a testa in giù, lungo il corridoio che porta al sex club della prima scena ed incrocia una donna nuda con la testa di un ragno, dunque si sveglia in preda all’angoscia.

Il giorno seguente, Adam e Anthony si incontrano in una stanza d’albergo. Mentre si reca all’appuntamento, nel corridoio dell’albergo, Adam è preceduto da una ragazza che indossa vestaglia e calze autoreggenti. Quando poi giunge Anthony, l’incontro è denso di tensione, e i due scoprono di essere assolutamente identici. Durante questo incontro accade qualcosa: Adam, che ha cercato per primo Anthony, diventa sempre più nervoso e inquieto, mentre Anthony sembra sempre più interessato ad andare a fondo della cosa. Ad un certo punto, Adam fugge via, non prima di aver restituito ad Anthony il plico riservato e chiuso intestato a lui che ha ritirato al suo posto presso l’agenzia di collocamento cinematografica.

Anthony però non si dà per vinto, insegue Adam e scopre dove abita. Segue la fidanzata di Adam fino al suo posto di lavoro, e appare chiaramente attratto da lei.

Adam nel frattempo incontra sua madre e le domanda consiglio su tutta la vicenda. La madre liquida tutto come una sciocchezza, sottolinea che il figlio ha difficoltà anche a gestire una donna, figurarsi un sosia, e aggiunge tre interessanti commenti: uno sull’appartamento del figlio (hai un bell’appartamento), uno sul suo lavoro (dovresti abbandonare questo capriccio di essere un attore) e uno sui suoi gusti alimentari (hai sempre apprezzato i mirtilli).

Adam dichiara di odiare i mirtilli, il suo appartamento è piuttosto scadente e di mestiere fa il professore universitario, mentre Anthony ha un appartamento molto alla moda, fa l’attore (benché sembra aver fatto semplici comparsate senza importanza) e ama i mirtilli. Adam però non avanza replica a questi commenti della madre.

Segue un interludio, in cui sui palazzi di Toronto troneggia avanzando un ragno gigantesco.

La scena seguente mostra Anthony in preda ad un accesso di gelosia e di rabbia, mentre, allo specchio, accusa Adam di aver scopato con sua moglie. È evidente che sta recitando, come allenandosi per una parte.

Dunque Anthony si reca a casa di Adam e lo affronta, accusandolo di aver fatto sesso con sua moglie. Adam abbozza dicendo che sono assurdità ma nemmeno nega, e Anthony conclude imponendogli di dargli i suoi vestiti e la sua macchina, permettendogli di sostituirsi a lui per passare una giornata con la sua ragazza per “pareggiare i conti”. Aggiunge anche che, fatto questo, uscirà per sempre dalla sua vita.

Ecco dunque Anthony nei panni di Adam che porta Mary, la ragazza di Adam, in un albergo per fare sesso con lei.

Adam nel frattempo, benché titubante, si reca a casa di Anthony, e viene fatto entrare dal portiere. Si noti che il portiere era l’uomo che accompagnava Anthony nel sex-club nella sequenza iniziale. Difatti, nell’ascensore, dice ad Adam che ha saputo che “hanno cambiato la chiave” e che è ossessionato dall’idea di poter tornare là, chiedendogli se può fare qualcosa. Adam borbotta che vedrà cosa fare ma non sa se sarà possibile.

In casa di Anthony, Adam appare pensieroso e inquieto. Indossa i vestiti di Anthony e attende. Cercando in giro trova una foto incorniciata di Anthony con sua moglie. Si noti che è la stessa foto che Adam aveva in casa sua, in una scatola dei ricordi, strappata a metà (la moglie era nella metà mancante).

Infine Helen torna a casa e trova Adam nei panni di Anthony. Adam si mostra attento e premuroso, ed Helen è stranita e compiaciuta del suo comportamento, evidentemente molto diverso da quello che Anthony di solito le riservava. Lo invita a venire a letto, a spogliarsi. Adam è incerto e titubante, Helen lo abbraccia e capisce che si tratta di Adam e non di Anthony. Gli dice anche “come è andata oggi a scuola”.

Nel frattempo, Anthony sta facendo sesso con Mary, la ragazza di Adam. Ma la ragazza nota il segno dell’anello sul dito del partner e capisce che qualcosa non va, reagisce con rabbia e interrompe l’amplesso, chiedendogli chi sia. Anthony nega e pretende di averlo sempre avuto, i due litigano furiosamente e Mary grida di voler essere riportata a casa.

A casa di Anthony, Adam non riesce a dormire, si alza. Helen lo raggiunge e Adam si mette a piangere dicendo “mi dispiace”. Helen lo bacia e gli dice che “vuole che rimanga”.

In macchina, Mary e Anthony litigano ancora, e in un accesso d’ira Anthony perde il controllo del mezzo, la macchina sbanda, colpisce un pilastro e si ribalta. Una lunga inquadratura del rottame non mostra alcun movimento o suono, facendo intuire che non vi sono sopravvissuti. Si noti che nel finestrino della macchina viene inquadrata una rete di crepe che sembra una ragnatela.

Nella scena seguente, un voice over della radio annuncia di un grave incidente, ma la stazione radio viene cambiata dalla mano di Adam, in casa di Anthony. Helen sta facendo la doccia. Apparentemente tranquillo, Adam valuta il guardaroba di Anthony, indossando una sua giacca, e trova nella tasca la busta “personale e confidenziale” che aveva ritirato dall’agenzia di collocamento cinematografica, la apre e vi trova dentro una chiave. Dal bagno, Helen gli dice che ha chiamato sua madre, che chiedeva di essere richiamata. Adam si affretta a nascondere la chiave e la busta, e dopo aver riflettuto qualche sitante, chiede ad Helen se aveva piani per la serata, perché ha intenzione di uscire. Non ottenendo risposta, va in camera da letto a cercarla, e vi trova un ragno delle dimensioni di un essere umano che al suo apparire si rannicchia sulla parete della camera da letto. L’ultima inquadratura mostra Adam che sospira con una espressione sconsolata.

Vediamo ora una serie di simboli e la loro possibile interpretazione:

La madre

Premesso che Anthony e Adam sono la stessa persona, la madre svolge verso ciascuno dei due un ruolo assai differente. Mentre lascia un messaggio in cui si dice “preoccupata” e riguardo al “nuovo appartamento” gli domanda “come puoi vivere in quelle condizioni?”, quando Adam la va a trovare si complimenta per l’appartamento e per il lavoro che svolge. È chiaro che la madre parla con le due diverse personalità in modo indistinto: il “nuovo appartamento” è quello scadente in cui vive Adam, il “lavoro rispettabile” è ancora quello di professore di Adam, mentre il tentativo di Anthony di fare l’attore è “una stupida fantasia” e suo è il “bell’appartamento”. La madre dice ad Adam: “sei il mio unico figlio ed io la tua unica madre”, e difatti sta parlando ad entrambe le personalità, che lei vede come una sola.

Adam – Anthony

Adam è remissivo, colto, comprensivo, riflessivo, introspettivo. Insegna storia. Anthony è assertivo, sbrigativo, facile alla rabbia. È narciso, superficiale, fa l’attore. Quando si incontrano nella stanza d’albergo, Le mani di Adam tremano, quelle di Anthony sono ferme. Le due anime del protagonista sono scisse: è possibile intuire che questa scissione sia avvenuta sei mesi prima, quando Helen, la moglie del protagonista, è rimasta incinta. Da allora la parte narcisista, insofferente alle responsabilità, Anthony, ha preso possesso della situazione, relegando la parte riflessiva e attenta, Adam, in una vita di secondo piano, in un appartamento scadente, in una vita senza svaghi e distrazioni. Tutto ciò che non è Anthony è Adam: persino nei gusti più semplici, come riguardo ai mirtilli: la madre dice ad Adam che gli sono sempre piaciuti, ma piacciono ad Anthony (che insiste perché siano quelli biologici), mentre Adam dice che non gli piacciono. Non a caso, è Adam che va a trovare e chiedere consiglio alla madre, non Anthony. E la madre rinfaccia al figlio di non saper gestire nemmeno le sue relazioni: “non hai certo bisogno di incontrare strani uomini n stanze d’albergo, fatichi già ad avere a che fare con una sola donna”.

In questo punto, come in molti altri nel corso della storia, Adam mostra di comprendere cosa sta avvenendo (difatti non protesta per le affermazioni della madre, le interiorizza, così come non nega di essere stato a letto con Helen quando Anthony lo accusa di questo, così come non nega quando Helen, a letto, gli fa capire di aver capito che si tratta di lui e non di Anthony), mentre Anthony sembra solo reagire inseguendo la proprie passioni: reagisce con rabbia alle accuse, vere o false che siano, nega l’evidenza (ad esempio quando Mary nota il segno dell’anello), mente a se stesso e agli altri. Ancora, Adam appare riluttante a spogliarsi ed entrare nel letto con Helen, mentre Anthony fa di tutto per poter scopare Mary e lo fa senza alcuna remora.

Quando i due si incontrano per la prima volta, Anthony avanza l’ipotesi che siano fratelli, Adam dice “no, non siamo fratelli”. Adam SA, perché è la parte più saggia e riflessiva dei due e capisce che uno dei due dovrà venire fagocitato dall’altro. Per questo fugge in preda al panico. Adam intuisce che sono la stessa persona e che alla fine uno solo di loro due potrà continuare ad esistere. La conferma gli arriva quando si controlla allo specchio la cicatrice che Anthony gli ha detto di avere. Poco oltre, quando Adam fa il sogno della donna col volto di ragno, la incontra nel corridoio del sex club. Ora, anzitutto Adam non è mai stato in quel corridoio – c’è stato Anthony. In secondo luogo, nel sogno Adam lo percorre camminando sul soffitto: ennesimo dettaglio per rappresentare che Adam è la proiezione speculare di Anthony, il suo opposto. Nelle varie fasi della vicenda, Adam mostra di soffrire, di provare compassione e incertezza, Anthony appare sempre sicuro di sé, sempre guidato dalle pulsioni e dalla ricerca delle soddisfazioni. Anthony reagisce alle difficoltà comunicative arrabbiandosi, in modo conflittuale, Adam invece introietta. Queste due “versioni” della stessa persona non possono convivere, una delle due dovrà soccombere.

Le passioni di Anthony

Anthony è ossessionato dal controllo delle donne su di lui e dal sesso. Lo vive come metodo per sfuggire alle responsabilità delle relazioni e al controllo delle donne nella sua vita – la madre, la moglie, la gravidanza. Si reca al sex club. Quando scopre Mary, la ragazza di Adam la pedina fissandole le gambe, le scarpe col tacco. Inventa la recita e la scusa di temere che Adam sia andato a letto con Helen per ottenere di poter scopare Mary impunemente. È già stato infedele alla moglie Helen in passato, lei glielo rinfaccia e teme che accada di nuovo. Anthony inoltre non risponde ai messaggi della madre, non la vuole andare a trovare. Rifiuta la madre: ne teme il controllo, il giudizio.

Le lezioni di Adam

Adam insegna storia, e nelle sue lezioni affronta un paio di temi essenziali alla comprensione del film stesso: una è il controllo, l’altra è la ricorsività, l’eterno ritorno dei cicli di comportamento. Riguardo al controllo, parlando di totalitarismo e dittature, afferma che l’élite utilizza il controllo per limitare le possibilità espressive di chi vuole sottomettere. Il tema del controllo rappresenta appunto la manipolazione da parte delle donne, che percepisce come limiti alle possibilità espressive del protagonista: la madre considera una stupida fantasia voler fare l’attore, la moglie restando incinta lo “costringe” a smettere di recarsi alla agenzia cinematografica.

L’altro tema, quello del ciclico ripetersi delle cose, rappresenta la ciclicità del vissuto del protagonista, in cui, come spiega Adam nella lezione citando Marx: “la prima volta è una tragedia, la seconda è una farsa”. Qui troviamo corrispondenza in altri dettagli: la foto che Adam usa per controllare la somiglianza tra lui e Anthony quando lo trova al computer è strappata a metà. Adam la trova in uno scatolone di ricordi, ma poi la ritrova, intera ed incorniciata, a casa di Anthony, e scopre che nella metà strappata c’è Helen, la moglie. Ecco dunque suggerito che tutto ciò è già avvenuto: Adam era sposato con Helen, Adam ERA Anthony. È stato “esiliato” dalla sua parte ribelle ed egocentrica, Anthony, e la foto testimonia che questo è avvenuto nel passato. Ma alla fine, quando Adam vede Helen trasformata in un enorme ragno, capisce che sta avvenendo di nuovo in modo identico: è il ciclo che si ripete, e se la prima volta era una tragedia, la seconda è una farsa.

La chiave nella busta

La chiave nella busta è quella delle nuove serrature del sex club. Nella prima scena, Anthony (ed un altro uomo che poi scopriremo essere il suo portiere) cammina in un corridoio e Anthony apre una porta con una chiave. È la porta del sex club.

La chiave dunque rappresenta la tentazione, l’occasione di essere infedele alla moglie, e nel contempo l’occasione di soddisfare le proprie pulsioni sfuggendo al “controllo” della moglie e della madre – in generale alla responsabilità e agli impegni presi nelle relazioni con le donne della sua vita. Quanto il sex club rappresenti una tentazione irresistibile è anche rafforzato dalle frasi che il portiere dice ad Adam (scambiandolo per Anthony) in ascensore: “non posso togliermelo dalla mente, devo assolutamente tornare là”. Per Anthony, l’infedeltà e la soddisfazione delle proprie pulsioni sono imperativi impossibili da contrastare, una forma di dipendenza.

La chiave viene ritirata da Adam nei panni di Anthony presso la agenzia cinematografica. Si noti che il mondo del cinema è un mondo basato sull’intrattenimento, sullo svago, in cui simbolicamente vi sono spesso occasioni di soddisfare desideri anche immorali – ovviamente tutto l’opposto del mondo accademico in cui lavora Adam. Adam non apre nemmeno la busta, mentre Anthony al suo posto l’avrebbe certamente aperta subito. Ma quando alla fine la ritrova nella giacca dell’ormai “cancellato” Anthony, la apre ed ecco che si trova a cedere alla lusinga, a cadere preda delle stesse dinamiche che prima guidavano Anthony.

Ragni e ragnatele

L’immagine della ragnatela ricorre più volte nel corso del film: viene raffigurata dai cavi dei tram, della luce, del telefono sulla città, dalle crepe nel finestrino.

Nella scena dello spettacolo sessuale all’inizio una donna nuda calpesta un ragno con i tacchi; Persino la struttura architettonica del palazzo dove vive Adam ricorda le zampe di un ragno. Adam sogna una donna nuda con la testa di un ragno che cammina nel corridoio che porta al sex-club. In una sequenza un ragno gigante cammina sulla città; nella stanza di Helen appare un ragno enorme alla fine.

I ragni rappresentano per il protagonista la minaccia femminile. La donna come manipolatrice, che intrappola, toglie libertà, e dunque divora. Nella scena del sex club, una donna nuda si accinge a calpestare un ragno, il che raffigura come il tradimento, l’infedeltà sessuale, sia per Anthony l’unico modo di liberarsi della opprimente sensazione di venire controllato dalle donne – sua madre, sua moglie. Il fatto che Helen sia incinta aggrava evidentemente questa situazione. Si noti che Helen dichiara di essere incinta da sei mesi, esattamente come il custode dell’agenzia cinematografica afferma di non vedere Anthony da almeno sei mesi, come a suggerire che la gravidanza della moglie ha limitato le possibilità nella carriera di attore di Anthony. Anche la madre dice ad Adam “è ora che abbandoni quella fantasia di essere un attore”. Anche la madre dunque, come donna, limita le sue possibilità espressive e professionali. Questa interpretazione è avvalorata da moltissimi dettagli nel corso del film, ne accenno alcuni tra i più evidenti: nel Blockbuster dove Adam si reca a noleggiare i film in cui appare Anthony si vede il poster di un vecchio film chiamato “la minaccia della donna alta 50 piedi” in cui una donna gigante cammina su una città;

la donna nuda che incrocia nel sogno lungo il corridoio del sex club ha la testa di un ragno; il ragno gigante che cammina sulla città in una sequenza è identico alla enorme statua di Louise Bourgeois chiamata “Maman”, che è stata esposta presso la National Gallery of Canada, ad Ottawa.

Come prolungamento dei ragni ecco le ragnatele, che metaforicamente intrappolano le libertà del protagonista. Quando Anthony “muore” nell’incidente in macchina, la ragnatela di crepe sul finestrino rappresenta la trappola in cui è stato consumato. Si noti che questo avviene precisamente quando Helen chiede a Adam di “restare”: Helen avendo avuto accesso alla parte “responsabile e remissiva” del protagonista, Adam, lo “intrappola” in un rapporto denso di responsabilità, e questo “uccide” Anthony, la parte volitiva, ribelle, narcisista, egocentrica, infedele che cercava tramite le infedeltà e la disattenzione di sfuggire alla ragnatela delle donne (la moglie, la madre). Il ragno finale sulla parete è ovviamente la moglie, Helen. Perché è diventata un ragno? Perché Adam, ora che Anthony è stato sconfitto e cancellato, trova la chiave del sex club nella busta e decide di andarvi quella sera stessa. Contemporaneamente, Helen gli dice “ha chiamato tua madre, vuole che la richiami”, ed ecco un altro dei timori di Adam/Anthony concretizzarsi, il controllo della madre e della moglie sulla sua vita, sulle sue espressioni, che vive come limitazioni della sua libertà. Adam insomma, è diventato di nuovo Anthony. Ecco dunque che Helen è di nuovo un ragno intrappolatore, e nella scena finale sul muro sembra rattrappirsi di paura, perché Adam/Anthony sta per tornare al sex club, dove una donna nuda “calpesterà a morte” il ragno-moglie-madre.

Il tema forse più inquietante dell’intero film è proprio questa coazione a ripetere, in cui il protagonista appare totalmente imprigionato. La foto strappata, le recriminazioni di Helen sulle infedeltà passate, le lezioni sul ripetersi della storia indicano quanto inevitabile sia, per lui, rivivere all’infinito questo ciclo, dalla tragedia alla farsa. Tutto ciò si riassume nell’ultima inquadratura, nello sconsolato sospiro del protagonista, che affronta in piena consapevolezza il suo restare prigioniero di *questa* ragnatela tessuta dalla sua stessa mente, dai suoi stessi conflitti interiori: la sua incapacità di evolvere.

Stefano Re©2015-2016

Stefano Re
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