Politiche anti-Covid: crimini contro l’umanità.

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12 Ottobre 2020

Il Comitato Investigativo Tedesco sul Coronavirus, dopo mesi di raccolta di dati, registrazione di eventi e testimonianze qualificate di esperti di tutto il mondo, presenta con la voce e il volto dell’avvocato civilista Reiner Fuellmich le sue conclusioni.

Sotto trovate la mia traduzione in italiano dell’intero discorso. Riassumo per punti essenziali:

  • I governi hanno ignorato totalmente la parte del mondo accademico scientifico che presentava conclusioni e suggerimenti del tutto opposti a quelli adottati.
  • Politici e membri dei ministeri hanno già ammesso enormi pressioni subite per agevolare il panico sociale e adottare misure restrittive e antidemocratiche da parte delle case farmaceutiche e altre aziende del settore sanitario.
  • Le stesse persone oggi responsabili della narrativa apocalittica sul coronavirus erano già state responsabili nel 2009 della diffusione del panico ingiustificato per l’influenza suina, seguita dalle commesse miliardarie degli Stati alle case farmaceutiche per milioni di dosi di un vaccino risultato del tutto inutile e che ha inoltre provocato gravissimi danni permanenti a centinaia di bambini.
  • Tutti i dati confermano che questa epidemia di SARS-COV-2 ha provocato malattie e decessi esattamente paragonabili a una qualsiasi influenza media o lieve.
  • La comparazione di dozzine di diversi Stati del mondo ha dimostrato che la misura del lockdown non ha fatto alcuna differenza per l’incidenza della malattia.
  • La pandemia in corso non è di covid-19 ma solo di risultati positivi al test PCR.
  • I tamponi utilizzati per diagnosticare questi “positivi” sono totalmente inaffidabili. Non sono in grado di identificare con sicurezza alcun tipo di infezione, men che meno quella da covid-19.
  • In conclusione, il Comitato Investigativo Tedesco sul Coronavirus afferma che la “Crisi Coronavirus” deve essere ribattezzata “scandalo della frode Coronavirus” e i responsabili di essa devono essere perseguiti penalmente e citati in giudizio a livello internazionale per danni. Nelle loro precise parole: “Stiamo parlando probabilmente del più grande crimine contro l’umanità mai commesso.”

La traduzione del testo nel video:

Un avvocato in difesa dei consumatori

Salve, sono Reiner Fuellmich e da 26 anni sono iscritto all’Ordine degli Avvocati in Germania e in California. Ho praticato la legge principalmente come avvocato portando in tribunale multinazionali fraudolente come la Deutsche Bank, precedentemente una delle banche più grandi e rispettate del mondo, oggi una delle organizzazioni criminali più tossiche al mondo; Volkswaghen, una delle case automobilistiche più grandi e rispettate al mondo, oggi nota per la sua gigantesca frode sul diesel; e Kuehne + Nagel, la più grande compagnia di spedizioni al mondo. Stiamo facendo loro causa per un caso di corruzione multimilionario.

Sono anche uno dei quattro membri del Comitato Investigativo Tedesco sul Coronavirus. Dal 10 luglio 2020, questo Comitato ha ascoltato le testimonianze di un gran numero di scienziati ed esperti internazionali per trovare risposte alle domande sulla “crisi del Coronavirus”, domande cui sempre più persone in tutto il mondo chiedono risposte. Tutti i casi di corruzione e frode commessi dalle multinazionali sopra citati impallidiscono di fronte all’entità dei danni che la “crisi del Coronavirus” ha causato e continua a provocare.

Frode Coronavirus

Questa “Crisi Coronavirus”, secondo quanto sappiamo oggi, deve essere ribattezzata “Scandalo Coronavirus” e i responsabili di essa devono essere perseguiti penalmente e citati in giudizio per danni. A livello politico, bisogna fare di tutto per assicurarsi che nessuno si troverà mai più in una posizione di potere tale da poter frodare l’umanità o tentare di manipolarci con i suoi progetti corrotti. Per questo motivo ora vi spiegherò in che modo e in che sede una rete internazionale di avvocati presenterà questo, che è il più grande caso di illecito civile della storia, lo scandalo della “frode Coronavirus”, che nel frattempo si è trasformato in quello che è probabilmente il più grande crimine contro l’umanità mai commesso.

I crimini contro l’umanità sono stati definiti per la prima volta in occasione dei processi di Norimberga dopo la seconda guerra mondiale, quando vennero processati i principali criminali di guerra del Terzo Reich. I crimini contro l’umanità sono oggi regolamentati nella sezione 7 del codice penale internazionale.

Tre domande

Le tre principali domande a cui rispondere nel contesto di un approccio giudiziario allo scandalo Coronavirus sono:

C’è una pandemia Coronavirus o c’è solo una pandemia da test PCR? (NdT: è il test standard fatto sui tamponi) Nello specifico, un risultato positivo del test PCR significa che la persona sottoposta al test è infetta da Covid-19 o non significa assolutamente nulla in relazione all’infezione da Covid-19?

Le cosiddette misure anti-corona, come il lockdown, le maschere facciali obbligatorie, l’allontanamento sociale e le norme di quarantena, servono a proteggere la popolazione mondiale dal Coronavirus, o servono solo a creare panico nelle persone in modo che credano – senza fare domande – che le loro vite sono in pericolo, in modo che alla fine le industrie farmaceutiche e tecnologiche possano generare enormi profitti dalla vendita di test PCR, test antigeni e anticorpi e vaccini, nonché dalla raccolta delle nostre impronte genetiche?

È vero che il governo tedesco ha subito massicce pressioni, più di ogni altro paese, dai principali protagonisti di questa cosiddetta pandemia Coronavirus, il signor Drosten, virologo dell’ospedale di beneficenza di Berlino; Sig. Wieler, veterinario e capo dell’equivalente tedesco del CDC, l’RKI; e il Sig. Tedros, Capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità o OMS; perché la Germania è conosciuta come un paese particolarmente disciplinato e doveva quindi diventare un modello per il resto del mondo per la sua severa, e naturalmente riuscita, adesione alle misure anti-Corona?

Nessun eccesso di mortalità

Le risposte a queste tre domande sono urgentemente necessarie perché il presunto nuovo e altamente pericoloso coronavirus non ha causato alcuna mortalità in eccesso in nessuna parte del mondo, e certamente non qui in Germania. Le misure anti-Corona al contrario, la cui unica base sono i risultati del test PCR, che a loro volta sono tutti basati sul test tedesco di Drosten, hanno nel frattempo causato la perdita di innumerevoli vite umane e hanno distrutto l’esistenza economica di innumerevoli aziende e privati ​​in tutto il mondo. In Australia, ad esempio, le persone vengono mandate in prigione se non indossano una mascherina o se non la indossano correttamente, come deciso dalle autorità. Nelle Filippine, alle persone che non indossano una maschera o non la indossano correttamente, in questo senso, viene sparato in testa.

Permettetemi innanzitutto di fornirvi un riassunto dei fatti così come si presentano oggi. La cosa più importante in una causa legale è stabilire i fatti, ovvero scoprire cosa è realmente accaduto. Questo perché l’applicazione della legge dipende sempre dai fatti in questione. Se voglio perseguire qualcuno per frode, non posso farlo presentando i fatti di un incidente stradale. Allora cosa è davvero accaduto riguardo alla presunta pandemia di Coronavirus?

I fatti di seguito riportati sono, in larga misura, il risultato del lavoro del Comitato Investigativo sul Coronavirus. Questo Comitato è stato fondato il 10 luglio 2020 da quattro avvocati al fine di determinare, attraverso le testimonianze di esperti internazionali e altri esperti:

Quanto è veramente pericoloso il virus?

Qual è il significato di un test PCR positivo?

Quali danni collaterali sono stati causati dalle misure anti- Coronavirus, sia rispetto alla salute della popolazione mondiale, sia rispetto all’economia mondiale?

Le stesse menzogne di 12 anni fa

Vorrei iniziare con un po’ di informazioni di base. Cosa è successo a maggio 2019 e poi all’inizio del 2020? E cosa è successo 12 anni prima con l’influenza suina, di cui molti di voi forse si sono dimenticati? Nel maggio 2019, il più forte dei due partiti che governano la Germania in una grande coalizione, la CDU, ha tenuto un Congresso sulla salute globale, apparentemente dietro pressione di importanti attori dell’industria farmaceutica e dell’industria tecnologica.

A questo Congresso, quelli che potremmo definire “i soliti sospetti” hanno tenuto i loro discorsi. C’erano Angela Merkel e il segretario alla sanità tedesco, Jens Spahn. Ma c’erano anche altre persone, che non ci si aspetterebbe necessariamente di essere presenti a un simile incontro: il professor Drosten, virologo dell’ospedale Charite di Berlino; Il professor Wieler, veterinario e capo del RKI, l’equivalente tedesco del CDC; così come il signor Tedros, filosofo e capo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Tutti hanno tenuto discorsi. Erano presenti e hanno tenuto discorsi anche i principali lobbisti dei due maggiori fondi sanitari del mondo, vale a dire la Bill and Melinda Gates Foundation e il Wellcome Trust. Meno di un anno dopo, queste stesse persone tengono banco nella proclamazione della pandemia mondiale di Coronavirus: si sono assicurati che i test PCR di massa fossero usati per dimostrare le infezioni di massa con Covid-19 in tutto il mondo e ora stanno spingendo affinché vengano realizzati vaccini da vendere in tutto il mondo.

Quando cambiano le definizioni

Queste infezioni, o meglio i risultati positivi dei test forniti dai test PCR, a loro volta sono diventati la giustificazione per restrizioni in tutto il mondo, allontanamento sociale e maschere facciali obbligatorie. È importante notare a questo punto che la definizione di “pandemia” è stata modificata 12 anni fa. Fino ad allora, una pandemia era considerata “una malattia che si diffonde in tutto il mondo e che provoca un grande numero di conseguenze gravi e decessi”.

All’improvviso, e per ragioni mai spiegate, bastava fosse “una malattia diffusa in tutto il mondo”. Il grande numero di gravi conseguenze e di decessi non erano più necessari per annunciare una pandemia. A causa di questo cambiamento, l’OMS, strettamente intrecciata con l’industria farmaceutica globale, è stata in grado di dichiarare la pandemia di influenza suina nel 2009, con il risultato che i vaccini sono stati prodotti e venduti in tutto il mondo sulla base di contratti tenuti segreti fino a oggi.

Vaccino suina: in Europa 700 bambini danneggiati a vita

Questi vaccini si sono rivelati completamente inutili perché l’influenza suina alla fine si è rivelata una influenza lieve e non è mai diventata la terribile piaga che l’industria farmaceutica e le Università ad essa affiliate continuavano ad annunciare, con “milioni di morti” che sarebbero avvenute se le persone non si fossero vaccinate. Questi vaccini hanno invece portato a gravi problemi di salute. Circa 700 bambini in Europa si sono ammalati incurabilmente di narcolessia e ora sono gravemente disabili, per sempre.

I vaccini acquistati con milioni di soldi dei contribuenti sono dunque stati distrutti usando ancora altri soldi dei contribuenti. Già allora, durante l’influenza suina, il virologo tedesco Drosten era uno di quelli che diffondeva il panico nella popolazione, ripetendo più e più volte che l’influenza suina avrebbe fatto molte centinaia di migliaia, addirittura milioni di morti in tutto il mondo. Alla fine, è stato principalmente grazie al dottor Wolfgang Wodarg e ai suoi sforzi come membro del Bundestag tedesco, e anche membro del Consiglio d’Europa, che questa sceneggiata è stata portata a termine prima che portasse a ulteriori conseguenze.

Ora torniamo a marzo del 2020, quando il Bundestag tedesco ha annunciato una situazione epidemica di importanza nazionale, che è l’equivalente tedesco di una pandemia. Su questa base è stato varato il “lockdown” con la sospensione di tutti i diritti costituzionali essenziali. C’era una sola opinione su cui il governo federale in Germania ha basato la sua decisione. In una oltraggiosa violazione del principio universalmente accettato “audiatur et altera pars”, il che significa che bisogna ascoltare anche l’altra parte, l’unica persona che hanno ascoltato era il signor Drosten. Cioè proprio la stessa persona le cui orribili previsioni avevano creato il panico 12 anni fa, e poi si erano rivelate catastroficamente false.

Un politico ha visto la luce

Lo sappiamo perché ce ne ha parlato un politico di nome David Sieber, membro del Partito dei Verdi. Lo ha reso pubblico per la prima volta il 29 agosto 2020 a Berlino, nel contesto di un evento a cui ha preso parte anche Robert F. Kennedy, Jr., e in cui entrambi gli uomini hanno tenuto discorsi. E lo ha fatto, in seguito, in una delle sessioni del Comitato Investigativo sul Coronavirus.

Si è deciso a parlare essendo diventato sempre più scettico riguardo alla narrativa ufficiale propagata dai politici e dai media mainstream. Ha quindi ascoltato le opinioni di altri scienziati, tramite Internet. Così si è reso conto che c’erano numerosi scienziati assai importanti che avevano un’opinione completamente diversa, che contraddiceva le spaventose previsioni del signor Drosten. Essi ritenevano – e ancora ritengono – che non vi fosse alcuna malattia più grave dell’influenza stagionale; che la popolazione avesse già acquisito l’immunità ai linfociti T o crociati contro questo presunto “nuovo virus” e che non vi fosse quindi alcun motivo per eventuali misure speciali, e certamente nessun motivo per fare vaccinazioni.

Scienziati, avvocati e giudici: tutti negazionisti?

Questi scienziati includono il professor John Ioannidis della Stanford University in California, specialista in statistica ed epidemiologia, nonché in sanità pubblica, e allo stesso tempo lo scienziato più quotato al mondo; Il professor Michael Levitt, vincitore del premio Nobel per la chimica e anche biofisico alla Stanford University; i professori tedeschi Kary Mölling, Sucharit Bhakti, Klud Wittkowski, nonché Stefan Homburg; e oggi molti, molti più scienziati e medici in tutto il mondo, incluso il dottor Mike Yeadon. Il dottor Mike Yeadon è l’ex vicepresidente e direttore scientifico della Pfizer, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Parlerò ancora di lui poco oltre.

A fine marzo, inizio aprile 2020, il signor Sieber si è rivolto alla leadership del suo Partito dei Verdi con le informazioni che aveva raccolto e ha suggerito che venissero presentate queste altre opinioni scientifiche al pubblico e venisse spiegato che, contrariamente a quanto affermato nelle profezie apocalittiche di Drosten, non c’era motivo per il pubblico di farsi prendere dal panico.

Per inciso, Lord Sumption, che ha servito come giudice presso la corte suprema britannica dal 2012 al 2018, fece le stesse ricerche nello stesso periodo e giunse alla stessa conclusione: che non c’erano basi fattuali per il panico e nessuna base giuridica per le restrizioni anti-Coronavirus. Allo stesso modo, l’ex Presidente della Corte Costituzionale Federale Tedesca ha espresso, anche se con maggiore cautela, seri dubbi sulla costituzionalità delle misure anti-Coronavirus.

Invece di prendere atto di queste altre opinioni e discuterne come proponeva David Sieber, la leadership del Partito dei Verdi ha dichiarato che i messaggi di panico del signor Drosten erano sufficienti per il Partito dei Verdi. Tenete presente che [il partito dei Verdi, NdT] non sono parte della coalizione di governo: sono all’opposizione. Nondimeno, questo era sufficiente per loro, così come era stato sufficiente per il governo federale come base per la decisione di bloccare tutto. In seguito la leadership del Partito dei Verdi ha dato a David Sieber del “complottista”, e senza aver mai considerato il contenuto delle sue informazioni, e lo ha privato dei suoi mandati.

Accertare i fatti: ospedali sovraffollati?

Diamo ora uno sguardo all’attuale situazione reale per quanto riguarda il pericolo del virus, la completa inutilità dei test PCR per il rilevamento delle infezioni e l’imposizione del lockdown basato su infezioni inesistenti. Anzitutto, sappiamo che i sistemi sanitari non hanno mai rischiato di essere sopraffatti dal Covid-19. Al contrario, molti ospedali rimangono a tutt’oggi vuoti e alcuni sono ormai in bancarotta. La nave ospedale Comfort, che all’epoca ancorò a New York e avrebbe potuto ospitare un migliaio di pazienti, non ha mai ospitato più di una ventina di pazienti. Non c’è stato alcun eccesso di mortalità. Studi condotti dal professor Ioannidis e altri hanno dimostrato che la mortalità del covid-19 è equivalente a quella dell’influenza stagionale. Anche le foto di Bergamo e New York che hanno diffuso il panico a livello mondiale si sono rivelate deliberatamente fuorvianti.

Il Panic Paper: spaventate anche i bambini

A questo punto è trapelato il cosiddetto “Panic Paper”, scritto dal Dipartimento degli Interni tedesco. Il suo contenuto riservato mostra senza ombra di dubbio che, in effetti, la popolazione è stata deliberatamente spinta al panico dai politici e dai media mainstream. Le dichiarazioni irresponsabili del capo della RKI – il CDC [tedesco] – il signor Wieler, che ha ripetutamente sottolineato come le misure anti-Coronavirus devono essere obbedite incondizionatamente dalla popolazione senza porre alcuna domanda, mostra che ha seguito il copione alla lettera. Nelle sue dichiarazioni pubbliche ha continuato ad annunciare che la situazione era molto grave e minacciosa, sebbene i dati compilati dal suo stesso Istituto dimostrassero l’esatto contrario.

Tra le altre cose, il “Panic Paper” programma che i bambini vengano fatti sentire responsabili – cito testualmente – “per la dolorosa e torturata morte dei loro genitori e nonni se non seguono le regole anti-Coronavirus”, cioè lavarsi le mani costantemente e stare lontano dai nonni.

Bergamo e New York

Una precisazione: a Bergamo la stragrande maggioranza dei decessi, per l’esattezza il 94%, si è rivelata non il risultato del Covid-19, ma piuttosto la conseguenza della decisione del governo [italiano] di trasferire i malati, malati probabilmente di raffreddore o l’influenza stagionale, dagli ospedali alle case di cura per fare posto negli ospedali a tutti i “malati Covid”, che alla fine non sono mai arrivati. Lì, nelle case di cura, hanno poi infettato anziani con un sistema immunitario gravemente indebolito, di solito a causa di condizioni mediche preesistenti. Inoltre, una vaccinazione antinfluenzale, precedentemente somministrata, aveva ulteriormente indebolito il sistema immunitario delle persone nelle case di cura.

A New York solo una piccola minoranza di ospedali hanno superato la loro capienza. Ciò perché molte persone, in maggior parte anziane e con gravi condizioni mediche preesistenti, è corsa agli ospedali. Persone che in gran parte, se non fosse stato per il panico, sarebbe rimasta a casa per riprendersi. In ospedale molti di loro sono stati vittime di infezioni nosocomiali (o infezioni ospedaliere) da un lato e di casi di negligenza dall’altro, ad esempio, sottoposti al respiratore invece di ricevere ossigeno attraverso una maschera di ossigeno.

Autopsie vietate

Fatemi chiarire: il Covid-19, questo è lo stato delle cose attuale, è una malattia pericolosa, esattamente come l’influenza stagionale è una malattia pericolosa. E, naturalmente, il Covid-19, proprio come l’influenza stagionale, a volte può provocare un grave decorso clinico e talvolta uccide i pazienti.

Tuttavia, come hanno dimostrato le autopsie, in particolare eseguite in Germania dallo scienziato forense Professor Klaus Püschel ad Amburgo, i decessi sono stati quasi tutti causati da gravi condizioni preesistenti e quasi tutti erano persone in età molto avanzata, proprio come in Italia, persone che avevano vissuto ben oltre la loro aspettativa di vita media.

In questo contesto, va anche menzionato quanto segue: il tedesco RKI – l’equivalente del CDC – ha fin dall’inizio, curiosamente, raccomandato che non venissero eseguite le autopsie. E ci sono numerosi rapporti secondo cui medici e ospedali in tutto il mondo sono stati pagati per aver dichiarato una persona deceduta vittima di Covid-19 piuttosto che scrivere la vera causa della morte sul certificato di morte, ad esempio un infarto o una ferita da arma da fuoco. Senza le autopsie, non avremmo mai saputo che la stragrande maggioranza delle presunte vittime del Covid-19 era morta per malattie completamente diverse e non per Covid-19.

Il lockdown serve a qualcosa?

L’affermazione che il lockdown era necessario perché c’erano così tante infezioni diverse da SARS-COV-2 e perché i sistemi sanitari sarebbero stati sopraffatti è sbagliata per tre motivi, come abbiamo appreso dalle audizioni che abbiamo condotto con il Comitato Coronavirus, e da altri dati che si sono resi disponibili nel frattempo:

A. Il lockdown è stato imposto quando il virus si stava già diradando. Quando è stato imposto il blocco, i presunti tassi di infezione stavano già diminuendo da soli.

B. Esiste già una protezione dal virus fornita dall’immunità crociata o dai linfociti T. A parte che il lockdown imposto quando i tassi di infezione erano già in calo, esiste infatti anche l’immunità dei linfociti T o crociati nella popolazione generale contro i virus Corona contenuti in ogni influenza o ondata influenzale. Ciò resta valido anche se questa volta era al lavoro un ceppo leggermente diverso di coronavirus.

Perché il sistema immunitario del corpo ricorda ogni virus che ha combattuto in passato e per questa esperienza riconosce anche un presunto nuovo, ma molto simile, ceppo del virus della famiglia Corona. Per inciso, è proprio così che è stato inventato il test PCR per il rilevamento di un’infezione dall’ormai famigerato professor Drosten.

Il test per il covid non è basato sul covid

All’inizio di gennaio del 2020, sulla base di questa conoscenza di base, Drosten ha sviluppato il suo test PCR, che presumibilmente rileva un’infezione da SARS-COV-2, senza aver mai visto il vero virus Wuhan dalla Cina. Avuta notizia che stava accadendo qualcosa a Wuhan dai social media, ha iniziato ad armeggiare sul suo computer con quello che sarebbe diventato il suo test PCR corona. Per realizzarlo ha usato un vecchio virus della SARS, sperando che fosse sufficientemente simile al presunto nuovo ceppo del Coronavirus trovato a Wuhan. Quindi, ha inviato il risultato del suo armeggiare con il computer in Cina perché venisse determinato se le vittime del presunto nuovo coronavirus risultavano positive. Risultarono positive.

E questo è bastato all’Organizzazione Mondiale della Sanità per lanciare l’allarme pandemico e raccomandare l’uso mondiale del test Drosten PCR per il rilevamento delle infezioni con il virus ora chiamato SARS-COV-2. L’opinione e il consiglio di Drosten sono stati – questo va ribadito ancora una volta – l’unica fonte per il governo tedesco quando ha annunciato il lockdown, le regole per l’allontanamento sociale e l’obbligo di indossare mascherine.

E – anche questo va sottolineato ancora una volta – la Germania apparentemente è diventata il centro di pressioni particolarmente massicce da parte dell’industria farmaceutica e tecnologica perché il mondo, con riferimento ai presunti tedeschi disciplinati, seguisse l’esempio dei tedeschi per sopravvivere alla pandemia.

C. Questo è il risultato più importante nella nostra ricerca dei fatti: il test PCR viene utilizzato sulla base di false dichiarazioni, NON sulla base di dati scientifici rispetto alle infezioni.

I tamponi non sono affidabili: parola del CDC

Abbiamo appreso che questi test PCR, contrariamente alle affermazioni dei signori Drosten, Wieler e dell’OMS, NON danno alcuna indicazione di un’infezione da alcun virus, per non parlare di un’infezione da SARS-COV-2. Non solo i test PCR non sono espressamente approvati per scopi diagnostici, come è correttamente riportato sui fogli illustrativi forniti con questi test, e come l’inventore del test PCR, Kary Mullis, ha ripetutamente sottolineato.

Di fatto, i test sono semplicemente incapaci di diagnosticare alcuna malattia. Contrariamente alle affermazioni di Drosten, Wieler e dell’OMS, ripetute sin dalla proclamazione della pandemia, un risultato positivo del test PCR non significa che sia presente alcuna infezione. Se qualcuno risulta positivo, NON significa che sia stato infettato da qualcosa, men che meno dal virus contagioso SARS-COV-2.

Persino il CDC degli Stati Uniti lo sostiene, e cito direttamente da pagina 38 di una sua pubblicazione sul coronavirus e sui test PCR, datata 13 luglio 2020.

Il primo punto elenco dice: “Il rilevamento dell’RNA virale potrebbe non indicare la presenza di virus infettivi o che il 2019 nCOV [nuovo coronavirus] è l’agente eziologico dei sintomi clinici“.

Il secondo punto dell’elenco dice: “Le prestazioni di questo test non sono state stabilite per il monitoraggio del trattamento dell’infezione da nCOV 2019“.

Il terzo punto dell’elenco dice: “Questo test non può escludere malattie causate da altri patogeni batterici o virali“.

Non è ancora chiaro se sia mai stato isolato in modo scientificamente corretto il virus di Wuhan, cosicché nessuno sa esattamente cosa stiamo cercando con i test. Soprattutto perché questo virus, proprio come i virus influenzali, muta rapidamente.

Completamente inaffidabile e scientificamente ingiustificabile

I tamponi PCR prendono una o due sequenze di una molecola del tutto invisibili all’occhio umano e quindi necessitano di essere amplificate in molti cicli per renderla visibile. Tutto ciò che supera i 35 cicli è – come riportato dal New York Times e altri – considerato completamente inaffidabile e scientificamente ingiustificabile. Tuttavia, il test di Drosten, così come i test raccomandati dall’OMS che hanno seguito il suo esempio, sono impostati su 45 cicli. C’è forse il desiderio di fabbricare il maggior numero possibile di risultati positivi e quindi fingere che sia stato rilevato un gran numero di infezioni?

Il test non è in grado di distinguere la materia inattiva da quella riproduttiva. Ciò significa che può esserci un risultato positivo perché il test rileva, ad esempio, un frammento di detriti, un frammento di una molecola, il che indica soltanto che il sistema immunitario della persona testata ha vinto una battaglia con un comune raffreddore nel passato.

Anche lo stesso Drosten dichiarò in un’intervista a una rivista economica tedesca nel 2014, in quel momento riguardante la presunta rilevazione di un’infezione da virus MERS, presumibilmente con l’aiuto del test PCR, che questi test PCR sono così altamente sensibili che anche persone del tutto sane e non infettive possono risultare positive. A quel tempo, divenne anche molto consapevole del potente ruolo di un media di panico e paura, come vedrete alla fine della seguente citazione.

Ha detto poi, in questa intervista: “Se, ad esempio, un tale agente patogeno corre sulla mucosa nasale di un’infermiera per un giorno o giù di lì senza che lei si ammali o si accorga di nulla, allora improvvisamente è un caso di MERS. Ciò potrebbe anche spiegare l’esplosione del numero di casi in Arabia Saudita. Inoltre, i media hanno trasformato tutto ciò in un caso sensazionale”.

Se ne sarà oggi dimenticato? O lo sta deliberatamente nascondendo nel contesto del Coronavirus perché è un’opportunità di business molto redditizia per l’industria farmaceutica nel suo complesso, e in particolare per il signor Alford Lund, suo coautore in molti studi e produttore di test PCR. A mio avviso, è del tutto inverosimile che nel 2020 [Drosten] abbia dimenticato ciò che affermava sui test PCR nel 2014.

La pandemia di tamponati

In breve, questo test non può rilevare alcuna infezione, contrariamente a tutte le false dichiarazioni che lo affermano. Per diagnosticare una cosiddetta infezione “calda” non basta che il virus, o meglio un frammento di una molecola che può essere un virus, si trovi da qualche parte, ad esempio, nella gola di una persona, senza causare alcun danno – sarebbe un’infezione “fredda”. Piuttosto, un’infezione “calda” richiede che il virus penetri nelle cellule, si replichi e provochi sintomi come mal di testa o mal di gola. Solo allora una persona è realmente infetta nel senso di un’infezione “calda”, perché solo allora una persona è contagiosa, cioè in grado di infettare gli altri. Fino ad allora, [quel frammento] è completamente innocuo sia per l’ospite che per tutte le altre persone con cui l’ospite entra in contatto.

Ancora una volta, ciò significa che i risultati positivi dei test, contrariamente a tutte le altre affermazioni di Drosten, Wieler o dell’OMS, non significano nulla rispetto alle infezioni, come sa anche il CDC, come citato sopra.

Nel frattempo, un numero di scienziati altamente rispettati in tutto il mondo ritiene che non ci sia mai stata una pandemia Coronavirus, soltanto una pandemia di test PCR. Questa è la conclusione raggiunta da molti scienziati tedeschi, come i professori Bhakti, Reiss, Mölling, Hockertz, Walach e molti altri, tra cui il già citato professor John Ioannidis e il premio Nobel, il professor Michael Levitt della Stanford University.

Bugie, maledette bugie e statistiche sulla salute

La dichiarazione più recente è quella del già citato Dr. Mike Yeadon, ex Vicepresidente e Chief Science Officer della ditta Pfizer, che ha ricoperto questa posizione per 16 anni. Lui e i suoi coautori, tutti noti scienziati, hanno pubblicato un articolo scientifico nel settembre del 2020 e un corrispondente articolo su rivista il 20 settembre 2020. Tra le altre cose, lui e loro affermano – e cito:

Stiamo probabilmente basando la politica del governo, la politica economica e la politica di limitazione dei diritti fondamentali, su dati e ipotesi completamente sbagliati sul Coronavirus. Se non fosse per i risultati dei test che vengono costantemente riportati dai media, la pandemia sarebbe finita perché non è successo davvero nulla. Certo, ci sono alcuni gravi casi individuali di malattia, ma ce ne sono anche alcuni in ogni epidemia di influenza. C’è stata una vera ondata di malattie a marzo e aprile, ma da allora tutto è tornato alla normalità. Solo i risultati positivi salgono e scendono selvaggiamente ancora e ancora, a seconda di quanti test vengono effettuati. Ma i veri casi di malattia sono finiti.

Non si può parlare di una seconda ondata. Il presunto nuovo ceppo del coronavirus è “nuovo” solo in quanto nuovo tipo del Coronavirus noto da tempo. Ci sono almeno quattro Coronavirus endemici e causano alcuni dei comuni raffreddori che sperimentiamo, specialmente in inverno. Hanno tutti una sorprendente somiglianza di sequenza con il Coronavirus e, poiché il sistema immunitario umano riconosce la somiglianza con il virus che ora è stato presumibilmente scoperto di recente, un’immunità dei linfociti T esiste da tempo a questo riguardo. Il 30% della popolazione era immune prima ancora che apparisse il presunto nuovo virus. Pertanto, è sufficiente per la cosiddetta immunità di gregge che il 15-25% della popolazione venga infettato dal presunto nuovo coronavirus per fermare l’ulteriore diffusione del virus. E questo è già avvenuto da tempo. “

Tra l’89 e il 94% dei risultati positivi al test sono falsi positivi

Per quanto riguarda gli importantissimi test PCR, Yeadon scrive, in un pezzo intitolato “Bugie, maledette bugie e statistiche sulla salute: il pericolo mortale dei falsi positivi”, datato 20 settembre 2020, e cito:

La probabilità che un caso apparentemente positivo sia un falso positivo è compresa tra l’89 e il 94%, insomma è quasi una certezza.”

Il dottor Yeadon, esattamente come i professori di immunologia Kamera dalla Germania, Kappel dai Paesi Bassi e Cahill dall’Irlanda, così come il microbiologo Dr Arve dall’Austria, hanno tutti testimoniato davanti al Comitato tedesco della Corona, sottolineando esplicitamente che un test positivo non significa che sia stato trovato un virus intatto.

Gli autori spiegano che ciò che effettivamente misura il test PCR è – cito testualmente: “Semplicemente la presenza di sequenze di RNA parziali presenti nel virus intatto, che potrebbero essere un pezzo di virus morto: che non può far ammalare il soggetto, non può essere trasmesso e non può far ammalare nessun altro”.

A causa della totale inadeguatezza del test per l’individuazione di malattie infettive – che ha dato risultati positivi su capre, pecore, piante di papaia e persino ali di pollo – il professor Carl Heneghan di Oxford, direttore del Center for Evidence-Based Medicine, scrive che il virus Covid non scomparirà mai se questa pratica dovesse essere continuata. Sarebbe sempre falsamente rilevato in gran parte di ciò che viene testato.

I lockdown non funzionano

I lockdown, come hanno scoperto Yeadon ei suoi colleghi, non funzionano. La Svezia, con il suo approccio laissez-faire, e la Gran Bretagna, con il suo rigoroso blocco, ad esempio, dispongono di statistiche sulle malattie e sulla mortalità completamente comparabili. Lo stesso è stato trovato dagli scienziati statunitensi riguardo ai diversi stati degli Stati Uniti. Non fa differenza per l’incidenza della malattia se uno stato attua o meno un blocco.

Riguardo all’ormai famigerato professor Neil Ferguson dell’Imperial College di Londra e ai suoi modelli informatici completamente falsi che prevedevano milioni di morti, Yeadon afferma: “Nessuno scienziato serio assegna alcuna validità al modello di Ferguson”. Indica con disprezzo sottilmente velato – cito ancora:

“È importante che lo sappiate: la maggior parte degli scienziati non ritiene che avesse anche vagamente ragione. Ma il governo è ancora legato al modello.” Ferguson prevedeva 40mila decessi per Corona in Svezia entro maggio e 100mila entro giugno, invece sono rimasti 5.800 – il che, secondo le autorità svedesi, equivale ai decessi di una lieve influenza. Se i test PCR non fossero stati utilizzati come strumento diagnostico per le infezioni da Coronavirus non ci sarebbe stata una pandemia e non ci sarebbero stati lockdown: tutto sarebbe stato percepito come un’influenza media o leggera, concludono questi scienziati.

Il dottor Yeadon nel suo pezzo, “Bugie, maledette bugie e statistiche sulla salute: il pericolo mortale dei falsi positivi”, scrive ancora: “Questo test è fatalmente difettoso e deve essere immediatamente ritirato e mai più utilizzato in questo contesto, a meno che non venga dimostrato che è stato corretto.” E, verso la fine dell’articolo: “ho spiegato come un test diagnostico del tutto incapace di funzionare è stato e continua ad essere utilizzato, non per diagnosticare una malattia, bensì sembra soltanto per creare paura”.

I danni del lockdown: salute ed economia

Diamo ora uno sguardo all’attuale situazione reale riguardo ai gravi danni causati dai lockdown e le altre misure. Un altro documento dettagliato, scritto da un funzionario tedesco del Dipartimento degli Interni, responsabile della valutazione dei rischi e della protezione della popolazione dai rischi, è trapelato di recente. Il documento si chiama “Falso Allarme”.

La conclusione è che non c’erano ieri e non ci sono oggi prove sufficienti di gravi rischi per la salute della popolazione, come invece sostenuto da Drosten, Wieler e dall’OMS, ma – dice l’autore – ci sono molte prove che le misure Anti-Coronavirus causano giganteschi danni sanitari ed economici alla popolazione, danni che poi sono descritti nel dettaglio. Tutto ciò, conclude, porterà a richieste di risarcimento danni molto elevate, di cui il governo sarà ritenuto responsabile. Oggi questo pronostico è diventato realtà, ma l’autore dell’articolo è stato sospeso [dal Ministero].

Sempre più scienziati, ma anche avvocati, si sono accorti che, come risultato del deliberato panico e delle misure anti-Coronavirus giustificate da questo panico, la democrazia corre il grande pericolo di essere sostituita da modelli totalitari fascisti. Come ho già accennato, in Australia, le persone che non indossano le mascherine (mascherine che sempre più studi dimostrano essere pericolose per la salute) o persone che presumibilmente non le indossano correttamente, vengono arrestate, ammanettate e gettate in prigione.

Nelle Filippine si corre il rischio di venire fucilati, ma anche in Germania e in altri paesi precedentemente civilizzati, i bambini vengono portati via dai genitori se non rispettano i regolamenti di quarantena, i regolamenti sulla distanza e le norme sull’uso della mascherina. Secondo gli psicologi e gli psicoterapeuti che hanno testimoniato davanti al Comitato Coronavirus, i bambini sono stati traumatizzati in massa, con le peggiori conseguenze psicologiche da aspettarsi nel medio e lungo termine.

Nella sola Germania, i fallimenti dovrebbero colpire in autunno le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale dell’economia. Ciò si tradurrà in perdite fiscali incalcolabili e trasferimenti di denaro di sicurezza sociale incalcolabili a lungo termine per – tra le altre cose – sussidi di disoccupazione.

Dal momento che, nel frattempo, praticamente tutti stanno cominciando a comprendere il pieno impatto devastante delle misure anti-Coronavirus completamente infondate, mi asterrò dal dettagliarlo ulteriormente.

Il profilo legale

Vi fornirò invece un riepilogo delle conseguenze legali. La parte più difficile del lavoro di un avvocato è sempre stabilire i fatti veri, non tanto l’applicazione delle norme legali a questi fatti. Sfortunatamente, un avvocato tedesco non lo impara alla facoltà di legge, ma le sue controparti anglo-americane ricevono la formazione necessaria per questo nelle loro scuole di diritto.

E probabilmente per questo, ma anche per la ben più marcata indipendenza della magistratura angloamericana, la legge della prova angloamericana è molto più efficace nella pratica di quella tedesca. Un tribunale può decidere correttamente una controversia legale solo se ha precedentemente determinato correttamente i fatti, il che non è possibile senza esaminare tutte le prove. Ed è per questo che la legge della prova è così importante.

Sulla base dei fatti sopra sintetizzati, in particolare quelli accertati con l’ausilio del lavoro del German Corona Committee, la valutazione giuridica è in realtà semplice. È semplice per tutti i sistemi legali civili, indipendentemente dal fatto che questi sistemi legali siano basati sul diritto civile, che segue più da vicino il diritto romano, o se si basano sul diritto comune anglo-americano, che è solo vagamente collegato al diritto romano.

Misure anticostituzionali

Diamo anzitutto uno sguardo all’incostituzionalità delle misure. Diversi professori di diritto tedesco, tra cui i professori Kingreen, Morswig, Jungbluth e Vosgerau, si sono dichiarati, sia in perizie scritte che in interviste, in linea con i seri dubbi espressi dall’ex presidente della Corte Costituzionale Federale riguardo alla costituzionalità della le misure anti-Coronavirus. Queste misure – le misure anti-Coronavirus – sono prive sia di una base fattuale sufficiente che di una base giuridica sufficiente, e sono quindi incostituzionali e devono essere abrogate immediatamente.

Di recente, il giudice Thorsten Schleif, ha dichiarato pubblicamente che la magistratura tedesca, proprio come il grande pubblico, è stata così presa dal panico da non essere più in grado di amministrare la giustizia in modo corretto. Dice che i tribunali – e cito: “hanno promosso troppo rapidamente misure coercitive che, per milioni di persone in tutta la Germania, rappresentano sospensioni massicce dei loro diritti costituzionali”.

Sottolinea che i cittadini tedeschi – cito di nuovo – “stanno attualmente vivendo la più grave violazione dei loro diritti costituzionali dalla fondazione della Repubblica federale di Germania nel 1949”. Per contenere la pandemia del Corona, i governi federali e statali sono intervenuti, afferma, in maniera massiccia e in parte minacciando l’esistenza stessa del Paese così come viene garantita dai diritti costituzionali del popolo.

Frode, danni e crimini contro l’umanità

Riguardo alla frode, ad aver provocato danni a livello internazionale e ai crimini contro l’umanità. In base alle norme del diritto penale, l’affermazione di fatti falsi relativi ai test PCR o false dichiarazioni intenzionali, così come è stata commessa dai signori Drosten e Wieler nonché dall’OMS, non può che essere considerata una frode. In base alle norme del diritto civile, ciò si traduce nel cagionare danni intenzionalmente. Il professore tedesco di diritto civile Martin Schwab lo sostiene in interviste pubbliche. In un’opinione legale completa di circa 180 pagine, ha approfondito l’argomento come nessun altro studioso di diritto ha fatto finora e, in particolare, ha fornito un resoconto dettagliato del completo fallimento dei media mainstream nel riportare i fatti reali di questa cosiddetta pandemia.

I signori Drosten, Wieler e Tedros dell’OMS sapevano tutti, sulla base della loro esperienza o dell’esperienza delle loro istituzioni, che i test PCR non possono fornire alcuna informazione sulle infezioni, ma hanno affermato più e più volte al grande pubblico che invece possono, messaggio ripetuto dalle loro controparti in tutto il mondo. E tutti loro sapevano e accettavano che, sulla base delle loro raccomandazioni, i governi del mondo avrebbero deciso i lockdown, le regole per l’allontanamento sociale e l’obbligo di indossare mascherine, queste ultime rappresentative di un pericolo per la salute molto grave, come viene sempre più spesso dimostrato da studi indipendenti e dichiarazioni di esperti.

Secondo le norme del diritto civile, tutti coloro che sono stati danneggiati da questi blocchi indotti dal test PCR hanno diritto a ricevere il pieno risarcimento per le loro perdite. In particolare, esiste un dovere di risarcimento, ovvero un obbligo di risarcimento dei danni per la perdita di profitti subita dalle aziende e dai lavoratori autonomi a seguito del lockdown e di altre misure.

Nel frattempo, però, le misure anti-corona hanno causato e continuano a causare danni così devastanti alla salute e all’economia della popolazione mondiale che i crimini commessi dai signori Drosten, Wieler e dall’OMS devono essere legalmente qualificati come crimini effettivi contro umanità, così come definiti nella sezione 7 del codice penale internazionale.

Class Action internazionale

Come possiamo fare qualcosa? E che cosa possiamo fare? Ebbene, l’azione collettiva è la via migliore per ottenere danni compensativi e conseguenze politiche. La cosiddetta class action è basata sulla legge inglese ed esiste oggi negli Stati Uniti e in Canada. Consente a un tribunale di giudicare un reclamo per danni come azione collettiva su richiesta di una delle parti lese quando come risultato di un evento che induce danni un gran numero di persone subisce lo stesso tipo di danno.

Detto in altro modo, un giudice accetterà una causa legale collettiva quando questioni comuni di diritto e di fatto costituiscono la componente vitale della causa. Nel nostro caso le domande comuni di diritto e di fatto ruotano attorno ai lockdown basati sui test PCR mondiali e le loro conseguenze. Proprio come le autovetture diesel Volkswagen erano prodotti funzionanti, rese però difettose per via di un dispositivo di non conforme agli standard sulle emissioni, così anche i test PCR – che sono prodotti perfettamente funzionanti in altri contesti – diventano prodotti difettosi quando usati per diagnosticare le infezioni.

Ora, se una società americana o canadese o un individuo americano o canadese decide di citare in giudizio queste persone negli Stati Uniti o in Canada per danni, il tribunale chiamato a risolvere questa controversia può, su richiesta, consentire che la causa venga processata come una class action.

Se ciò accadrà, tutte le parti interessate nel mondo ne saranno informate tramite pubblicazioni sui principali media e potranno partecipare a questa azione collettiva entro un certo periodo di tempo, che verrà stabilito dal tribunale. Va sottolineato che nessuno è tenuto a partecipare alla class action, ma ogni parte lesa se lo vuole può aderire.

Vantaggi dell’azione collettiva

Il vantaggio della class action è che è necessario un solo processo, purché in esso venga provata come valida la denuncia di una parte che rappresenta in modo tipico tutti gli altri partecipanti. Questo è in primo luogo più economico e in secondo luogo più veloce rispetto a centinaia di migliaia o più cause legali individuali. In terzo luogo, impone un onere minore al sistema giudiziario. In quarto luogo, di regola consente un esame delle accuse molto più approfondito di quanto sarebbe possibile nel contesto di centinaia di migliaia, o più probabilmente in questo contesto Corona, anche milioni di singole cause legali.

In particolare, si può applicare la ben consolidata e rodata legge anglo-americana sulle prove, con la sua esposizione preliminare al processo. Essa garantisce che tutte le prove rilevanti per processare tale causa vengano rese pubbliche. Contrariamente alla situazione tipica delle cause tedesche con squilibrio strutturale, cause che coinvolgono da un lato un singolo consumatore e dall’altro una azienda potente, secondo le regole sulle prove, il rifiuto o addirittura la distruzione delle prove non resta senza conseguenze: la parte che nega o addirittura distrugge le prove perde automaticamente la causa.

L’esperienza tedesca

Qui in Germania, un gruppo di avvocati di responsabilità civile si è unito per aiutare i propri clienti a recuperare i danni. Hanno fornito tutte le informazioni e i moduli necessari ai querelanti tedeschi sia per stimare quanto danno hanno subito sia per unirsi in gruppi di querelanti che in seguito si uniranno alla class action, quando andrà avanti in Canada o negli Stati Uniti. Inizialmente, questo gruppo di avvocati aveva considerato di raccogliere e gestire anche le richieste di risarcimento danni di parti anche non tedesche, ma ciò si è rivelato ingestibile.

Tuttavia, attraverso una rete internazionale di avvocati che si amplia di giorno in giorno, il gruppo di avvocati tedeschi fornisce gratuitamente a tutti i colleghi di tutti gli altri paesi tutte le informazioni pertinenti, comprese le opinioni qualificate e le testimonianze di esperti che dimostrano che i test PCR non sono in grado di rilevare le infezioni.

Inoltre forniscono loro tutte le informazioni rilevanti su come preparare e raggruppare le richieste di risarcimento danni in modo che anche loro possano far valere le richieste di risarcimento dei loro clienti, sia nei tribunali del loro paese d’origine, sia nel quadro della class action, come spiegato sopra.

Questi fatti scandalosi sulla questione Coronavirus, raccolti principalmente dal Comitato Corona e riassunti sopra, verranno presto dimostrati veri in un tribunale se non in molti tribunali, in tutto il mondo.

Questi sono i fatti che toglieranno le mascherine dal volto di ciascun responsabile di questi crimini. Ai politici che danno credito a queste persone corrotte, questi fatti sono qui offerti come un’ancora di salvezza, per aiutarli a cambiare la propria linea di condotta e avviare la discussione scientifica pubblica attesa da tempo, ed evitare di fare la stessa fine di questi ciarlatani e criminali.

Grazie.


Approfondimenti:

«I lockdown generalizzati non hanno portato a risultati migliori rispetto a misure più mirate, come l’isolamento dei malati, i test di massa e la ricostruzione dei contagi.»

«Sweeping lockdown orders did not result in better outcomes than more targeted measures, such as isolation of the sick, mass testing, and contact tracing.»

A Comparative Analysis of Policy Approaches to COVID-19 Around the World, with Recommendations for U.S. Lawmakers; Kevin Dayaratna, Patrick Tyrrell and Andrew Vanderplas; Heritage Foundation; July 20, 2020.

https://www.heritage.org/public-health/report/comparative-analysis-policy-approaches-covid-19-around-the-world


«Nella nostra analisi sistematica, abbiamo esaminato 10 studi che riportano stime sull’efficacia delle mascherine facciali nel ridurre nelle comunità le infezioni da virus influenzali identificati in laboratorio. (..) non abbiamo trovato alcuna riduzione significativa nella trasmissione influenzale tramite l’utilizzo di mascherine facciali. (..) La nostra revisione sistematica non ha trovato effetti significativi delle mascherine facciali nella trasmissione di influenza confermata d laboratorio. (..) L’uso improprio può aumentare i rischi di contagio.»

«In our systematic review, we identified 10 RCTs that reported estimates of the effectiveness of face masks in reducing laboratory-confirmed influenza virus infections in the community (..) In pooled analysis, we found no significant reduction in influenza transmission with the use of face masks (..) Our systematic review found no significant effect of face masks on transmission of laboratory-confirmed influenza. (..) improper use might increase the risk for transmission.»

Nonpharmaceutical Measures for Pandemic Influenza in Nonhealthcare Settings—Personal Protective and Environmental Measures; Jingyi Xiao1, Eunice Y. C. Shiu1, Huizhi Gao, Jessica Y. Wong, Min W. Fong, Sukhyun Ryu, and Benjamin J. Cowling. Author affiliations: University of Hong Kong, Hong Kong, China; CDC, May 2020

https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/26/5/19-0994_article


https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.05.13.20101253v3

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