il Grande Bivio

Il Grande Bivio

Categoria:  Articolo

28 Marzo 2021

Andrò controcorrente, ma io penso che medici e infermieri che non vogliono accettare obblighi vaccinali, che non vogliono subire trattamenti sanitari obbligatori contro la propria volontà, dovrebbero davvero uscire dalla sanità di questo Stato. E non solo loro: tutti noi che non riteniamo accettabile la deriva autoritaria di questo regime, dovremmo uscirne. Tutti insieme, tutti quanti. Francamente, perché mai dovremmo continuare ad avere a che fare con queste strutture popolate da ipocondriaci, regolate in modo abusivo e illogico?

Un mondo nuovo

Certo che dobbiamo farci una sanità NOSTRA, diversa, che risponda alle esigenze che riteniamo prioritarie, libera dai guinzagli e conflitti di interesse che ne avvelenano approcci e finalità. E non solo una sanità: una nuova scuola, in cui si insegni a ragionare e non ad ubbidire. In cui i bambini possano toccarsi, giocare, respirare in libertà. E una diversa socialità. Una diversa cultura. Una diversa economia, un nuovo e diverso sistema di scambi e servizi senza la moneta-debito. Nuove leggi, che rispecchino le nostre priorità, nuovi sistemi istituzionali, nuovi metodi di produzione, distribuzione e consumo dell’energia. Un nuovo Stato.

Superare il passato

Dopotutto esistiamo, e non siamo pochi. Ed è evidente che non c’è alcuna compatibilità tra il mondo che oggi ci viene raccontato e come vogliamo vivere noi: liberi, autodeterminati, responsabili. Sganciati da narrative mediatiche e da cappe di terrore, tornando ai contatti umani, senza museruole. Perché mai cercare di convivere con chi esprime necessità tanto diverse dalle nostre? Questa convivenza è necessariamente disastrosa, per noi come per loro. Sganciamoci. Superiamoli. Basta sprecare energie per combattere queste derive: usiamole per immaginare, progettare, iniziare a costruire il nostro mondo: il futuro che vogliamo lasciare ai nostri discendenti.

Oltre il conflitto

Quando l’incompatibilità di esigenze e conclusioni è evidente, che senso ha cercare di affermare chi ha torto e chi ha ragione? E ancora: davvero ha senso voler frequentare scuole che insegnano ai bambini ad obbedire come schiavi? Ha senso usufruire di una sanità in cui fa carriera chi produce ipocondria e ritiene ragionevole considerare i pazienti cavie sacrificabili? Io davvero non ci tengo.

La mia riflessione è se sia ormai più utile pensare a un , un vero e proprio, lavorando a costruire un mondo nuovo, fondato su principi nuovi: così come lo vogliamo.

Stefano Re
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