Il gatekeeper, letteralmente โcustode del cancelloโ, รจ colui che assume una certa visibilitร e autorevolezza allโinterno di un movimento di protesta ma agisce con la finalitร di monitorarlo e indirizzarlo, conducendo chi ne fa parte a scelte strumentali al sistema di potere vigente. Lโimmagine simbolica sarebbe quella di chi, gestendo un valico, controlla e indirizza i movimenti del bestiame, conducendolo secondo lโagenda dei padroni. Nel corso degli ultimi anni lโuso di questo termine si รจ sprecato, specialmente sui social network e allโinterno dei movimenti di protesta.
Il primo problema nel valutare questa accusa รจ che praticamente qualsiasi comportamento o condizione finisce con lโesserne considerata prova. Se qualcuno esorta a scelte e comportamenti radicali, รจ un gatekeeper perchรฉ spinge a esporsi, facilitando identificazione e repressione di chi protesta. Se suggerisce condotte moderate e pacifiche, รจ un gatekeeper perchรฉ anestetizza e limita lโefficacia della protesta. Se predica la rottura completa col sistema รจ un gatekeeper perchรฉ facilita lโassimilazione del dissenso a terrorismo. Se propone forme di dialogo con le istituzioni รจ un gatekeeper perchรฉ vuol scendere a patti col nemico. Se sposa dalla prima allโultima ogni istanza e dettaglio della protesta, contraddizioni incluse, รจ un gatekeeper perchรฉ con tutta evidenza finge per ottenere consenso. Se invece, su uno o piรน aspetti, non sposa affatto una posizione o lettura degli eventi diffusa nel dissenso, ecco che โsi รจ traditoโ e ha svelato la sua vera natura di gatekeeper.
Negli anni ho letto, visto e sentito incolpare di essere un gatekeeper praticamente chiunque avesse un seguito superiore alle cento persone, sulla base di motivazioni di ogni genere. Ovviamente, io stesso sono stato oggetto dellโimputazione, con le motivazioni piรน strampalate che possiate immaginare. Una delle piรน diffuse โ e francamente comiche โ รจ lโaccusa di dedicare โtroppoโ tempo alla protesta o allโattivismo, implicando dunque che tale attivitร sia finanziata da fonti oscure. Persino darsi โtroppoโ da fare, diventa sospetto. Insomma, un poโ come nel campo opposto si considerava sospetto di essere โmalato asintomaticoโ chi godesse di ottima salute. Unโaltra accusa davvero ingegnosa che mi รจ stata rivolta fu, letteralmente, di โricevere troppi likeโ.
Il livello di diffusione di queste accuse campate per aria รจ talmente vasto da finire col produrre persino una fascinazione sinistra: cโรจ stato almeno un caso in cui una persona con cui ero in contatto ha ammesso, piรน o meno pubblicamente, dopo qualche anno di attivismo e alcune pessime figure, di essere un โinfiltratoโ nel movimento novax. Personalmente, ritengo che lโabbia fatto perchรฉ preferiva apparire uno furbo in malafede che un coglione in buona fede, ma tantโรจ.
Chiunque abbia studiato la storia antica e recente dellโintelligence sa bene che i sistemi di potere infiltrano regolarmente operatori nei movimenti dissenzienti. Era giร costume farlo durante lโimpero romano, duemila anni or sono: non solo i governatori intrufolavano informatori nei movimenti locali per tenere sotto controllo le spinte ribellistiche nelle provincie, ma i senatori avevano i loro gatekeeper sparsi nellโurbe per controllare lโumore della plebe[1]. In pochi perรฒ sanno che, non troppo raramente, informatori e gatekeeper finiscono per sposare la causa che avrebbero dovuto controllare e anestetizzare. Lโesempio piรน eclatante รจ Adolf Hitler, che iniziรฒ a frequentare le riunioni del partito tedesco dei lavoratori (DAP) come informatore dellโesercito della repubblica di Weimar, poi se ne innamorรฒ al punto da diventarne il Fรผhrer supremo[2]. Mi pare dunque del tutto logica e verosimile, nel contesto attuale, la presenza di agenti informatori appartenenti ai sistemi di intelligence pubblici e, considerato il passaggio di consegne del potere in corso, magari anche di societร private.
A mio parere perรฒ, la diffusione di sospetti e paranoie reca piรน danno da sola al movimento di quanto ne possano recare le azioni di questi operatori. Quasi ogni volta che sento qualche esponente del dissenso lamentarsi della carenza di unitร nel fronte della protesta, nelle parole successive viene nominato qualche altro esponente, con lโaccusa piรน o meno esplicita di essere un gatekeeper. Mi pare intuitivo che questo livello di sospetto e paranoia non conduca ad altro che ulteriori divisioni, sospetti e ripicche. Porsi domande e osservare con attenzione critica le scelte di chi ci circonda รจ del tutto sano e ragionevole, aiuta noi e chiunque altro a chiarirsi le idee e valutare con maggiore profonditร le proprie scelte e direzioni. Diffondere sospetti gratuiti ed amplificare paranoie, quando non gettare direttamente fango a vanvera, sulla base di invidie o antipatie personali, รจ invece tuttโaltra faccenda.
Io ho sempre rifiutato di applicare questa etichetta ad alcuno, cosรฌ come ho evitato di replicare ad accuse strampalate, ed invito costantemente chiunque, noto o poco noto, a fare lo stesso. Cercare negli altri la malafede รจ facile ed ingannevole, e anche chi non sa granchรฉ di psicologia dovrebbe aver chiaro il meccanismo della proiezione: condanni negli altri ciรฒ che non puoi sopportare di te stesso. Invece di sparlare di altri, impegniamoci individualmente ad essere migliori: piรน chiari, piรน trasparenti nelle nostre azioni, piรน efficaci nei nostri comportamenti.
Non sta a noi giudicare le intenzioni altrui: la buona fede, lโimpegno genuino e la sinceritร delle persone emerge inevitabilmente nel corso del tempo, e gli anni di lotta che molti tra noi hanno accumulato sono il campo di prova e la cartina tornasole per capire davvero chi esprimeva ciรฒ che era e chi invece stava giocando sporco, cercava un utile immediato o faceva soltanto spettacolo.
Invece di cercare ovunque i guardiani del bestiame, smettiamo di essere bestiame.
NOTE
[1] Anna Maria Liberati, Enrico Silverio – Servizi segreti in Roma antica. Informazioni e sicurezza dagli initia Urbis all’impero universale. – Studia Archaeologica, 173 – 2010 – https://en.lerma.it/libro/9788882655259
[2] Annalisa Lo Monaco – DAP: il Partito alle origini del Nazismo che Hitler andรฒ a spiare in incognito – https://www.vanillamagazine.it/dap-il-partito-alle-origini-del-nazismo-che-hitler-ando-a-spiare-in-incognito/



