Vivere da schiavi

Vi piace vivere da SCHIAVI?

Categoria:  Articolo

29 Dicembre 2019

Accade quando state guidando e qualcuno vi sorpassa, e sorge in voi la necessità di superarlo a vostra volta. E se non lo fate, provate un senso di disagio. Accade quando giocate a carte, quando vincete e vi sentite bene, soddisfatti di voi stessi, mentre se perdete provate una sensazione di fallimento che spesso diventa rabbia. Eppure cosa è avvenuto? Sono soltanto scese su un tavolo delle carte colorate. Cosa avete davvero vinto o perso? Accade quando la squadra per cui tenete vince o perde un incontro sportivo, anche a milioni di chilometri di distanza da voi. Una sfera di cuoio colpita dal calcio di qualcuno che nemmeno conoscete finisce in una rete di corde intrecciate, e voi provate gioia. Oppure colpisce un palo di acciaio, e voi provate delusione. Cosa è accaduto?

Non lo sapete. Non conoscete i processi che determinano questi mutamenti, eppure essi decidono ogni singolo istante della vostra esistenza. Decidono se siete soddisfatti o insoddisfatti, felici o infelici, contenti o arrabbiati, e queste emozioni vi spingeranno poi in direzioni determinate da altre direttive di cui nulla sapete.

In sostanza, esistono dei processi che definiscono tutto ciò che pensate di essere, tutto ciò che pensate di decidere. Tutto ciò che sperate, cui aspirate, che desiderate, che temete, che schifate, che odiate, che amate: tutto questo è deciso da tali processi.

Non è una novità, avviene così da sempre. E, da sempre, alcuni individui più di altri hanno sviluppato una certa intuitività riguardo a questi processi. Sono quelle persone di cui dite che: “se la cavano meglio”, o “cadono sempre in piedi”, o che “capiscono al volo”, o ancora che chiamate “fortunati”. Semplicemente, anche senza capire davvero cosa accada, intuiscono meglio degli altri come funzionino alcuni di questi processi, e imparano, per così dire, a cavalcarli invece che farsene travolgere.

La storia della specie umana è lunga millenni, e nel corso di essi, in tempi relativamente recenti, alcuni di questi soggetti “più svegli” hanno cominciato a trasformare quello che era una sorta di intuizione del tutto individuale in un sapere articolato e strutturato, in grado di venire almeno in parte tramandato. Qui è emersa la decisione di usare un linguaggio “iniziatico”, o “esoterico”. Qualcosa insomma riservato ai pochi eletti, o illuminati se preferite. Un linguaggio con cui tramandare un sapere che doveva restare limitato.

Nel corso del tempo questo insieme di nozioni si è evoluto in forme differenti, alcune molto visibili, come la pubblicità commerciale, o la propaganda politica. Altre più riservate, come le tecniche di reclutamento e addestramento militare o paramilitare, oppure le tecniche di interrogatorio. Altrove ha trovato posto in forme più folkloristiche, come nel caso delle tecniche di seduzione, e ovviamente il loro ambito di maggiore rilevanza è rimasto quello metafisico e spirituale, nei metodi di diffusione e di conversione religiosa.

Io considero tutto questo mercato basato sulla “segreta potenza” dei processi percettivi soltanto una truffa colossale. Non c’è nessun mistero, sono dinamiche a tutti perfettamente accessibili e comprensibili. Per questo ho scritto i libri della serie Mindfucking e non mi faccio problemi a parlare pubblicamente dell’argomento. Smettetela di farvi fottere da venditori di misteri: i segreti che vi spacciano sono già roba vostra, quel che vi manca è solo il coraggio di guardarvi allo specchio e osservare cosa fate, come lo fate, perché lo fate. E smettetela di lasciare a delle élite il controllo delle regole che decidono tutto per voi e per le vostre vite, come foste bambini in cerca di genitori che vi dicano cosa fare e cosa essere: queste vite che state vivendo sono roba vostra.

Se continuate a vivere da schiavi, è solo per vostra scelta.

Stefano Re
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