Il telefono cellulare è lo strumento di schiavitù di massa più potente che sia mai esistito.
Si introduce come mediatore percettivo per chi lo utilizza, diventando rapidamente fondamentale nella definizione della propria visione della realtà e della propria identità. E fa tutto questo con apparente innocenza, sfruttando appieno le debolezze proprie della natura umana, facendo leva su fattori determinanti nelle scelte umane, come la comodità, la semplificazione, l’immediatezza e la costante presenza. Come ogni efficace strumento di dipendenza, si presenta come un servitore utile ed efficiente, e rapidamente diventa un padrone tiranno ed assillante.
In esso venite risucchiati a vivere le vostre emozioni, a cercare conferme e smentite, in esso rifuggite il tempo in cui potreste e dovreste osservarvi. Ma ciò che vedete in quel piccolo monitor non vi avvicina a voi stessi, vi ci allontana. È un filtro distorto che deruba del proprio potere chi lo utilizza.
Guardatevi in un vero specchio. Recuperate l’immagine di voi stessi, riappropriatevene. Ricordatevi chi siete. Ricordatevi che potete esistere, fare amicizia, ricevere e fornire informazioni, coltivare le vostre convinzioni, speranze e timori senza bisogno di quel filtro. Ricordatevi che potete esistere senza tenere gli occhi fissi su quel coso infernale.
– Eggià, e lo vieni a raccontare sui social, sapendo che quasi tutti leggeranno tramite un cellulare?
– Certo che sì. Come, dove e a chi avrebbe senso parlarne, altrimenti?