Il Blog di Stefano Re

il guinzaglio di Facebook

il guinzaglio di Facebook

Devo avvisarvi subito: รจ lunga e piuttosto complessa. La renderรฒ breve e semplice quanto possibile, ma non posso fare miracoli. In alcuni passaggi dovrรฒ anche banalizzare assai, chi se ne intende porti pazienza.

Tutto comincia nel modo piรน ovvio, Facebook vuole che tu sia un utente felice, per cui ti crea stimoli che ti rendano felice. Lโ€™idea iniziale era: ti iscrivi, scegli qualcuno come โ€œamicoโ€, io ti faccio vedere i post dei tuoi amici. Vedi anche il post di qualcuno che non conosci, se gli metti il โ€œmi piaceโ€, io ti faccio vedere i suoi prossimi post. Tu sei felice, loro sono felici, invitate altri amici, Facebook cresce, le ditte mi pagano per farvi vedere delle pubblicitร . E cosรฌ รจ stato per qualche tempo, mentre Facebook diventava sempre piรน grande.

Poi qualcuno ha scoperto il legame tra la produzione di dopamina, i commenti, lโ€™attenzione di gruppo e i โ€œlikeโ€. Ve la faccio breve: hanno scoperto che i like creano dipendenza. E hanno deciso di sfruttare questo meccanismo. Ecco perchรฉ, ad esempio, i profili privati possono avere solo 5000 โ€œamiciโ€. Cosa credevate, che โ€œnon ci fosse spazioโ€ in un qualche hard disk? No, no: รจ un limite che hanno deciso a tavolino, e ora vi spiego perchรฉ.

_dare ASSUEFAZIONE

Anzitutto, occorre creare assuefazione. Quando uno si iscrive a Facebook, quanti contatti ha? Due? Sei? Trenta? Se รจ un tipo con molti amici, magari pure cento. I suoi post sono visibili a queste persone, magari a qualche loro altro contatto. Raggranella uno, due, cinque, quando fa il botto venti like. E si abitua a riceverli. Col passare dei mesi e degli anni, il numero di contatti cresce e con essi cresce il numero dei like. E con i like, cresce il livello di assuefazione. Quando arrivi ad avere 5000 contatti, di like ne prendi da qualche decina a parecchie centinaia, persino qualche migliaia, a seconda di quanto interessanti siano ritenuti i tuoi post dai tuoi โ€œamiciโ€. รˆ a questo punto che Facebook ti informa che non puoi avere altri amici, e che devi trasformare il tuo profilo privato in una โ€œPaginaโ€

_creare DIPENDENZA

Le Pagine Facebook sono gestite secondo algoritmi diversi dai profili. Di nuovo, facendola breve: la loro visibilitร  รจ decisamente inferiore. In pratica, se un post pubblicato su un profilo con cento amici viene reso visibile a novanta di loro, lo stesso post, pubblicato su una Pagina seguita da cento persone, compare soltanto a trenta tra loro. Il risultato รจ che tu, abituato a ricevere centinaia quando non migliaia di like โ€“ e il tuo cervello, assuefatto a produrre dopamina reagendo a questo stimolo โ€“ ti trovi a ricevere poche decine di like, pur scrivendo le stesse cose di prima, con gli stessi โ€œamiciโ€ di prima. Sim sala bim, ti hanno creato un bisogno che prima non avevi. รˆ esattamente quel che fanno gli spacciatori di droga: prima te ne forniscono di ottima, magari anche a buon prezzo, e quando sei assuefatto e ne hai bisogno, la tagliano, cioรจ ne riducono la potenza, per costringerti a comperarne di piรน, per farti accettare di pagare il doppio.

_passare in CASSA

Perchรฉ mai Facebook dovrebbe importi questa sofferenza? Ovviamente, per guadagnarci. Vuoi mettere in primo piano il tuo post? Vuoi che lo vedano (di nuovo) migliaia di persone? Basta che paghi ed รจ subito fatto. Certo, si parla di qualche euro a testa, ma gli utenti attivi su Facebook sono due miliardi e 41 milioni. Anche fosse solo un 5% a pagare per ottenere di nuovo la visibilitร  che ha perduto, fate voi le moltiplicazioni. Puro e semplice guadagno. Perlomeno, questo era il motivo allโ€™inizio. Poi perรฒ รจ successo qualcosa che non era previsto: internet e i social network sono diventati un luogo in cui le persone passano il tempo non soltanto a cazzeggiare, ma anche una fonte di informazione. E questa funzione presenta un tasso di crescita che la renderร  entro pochi anni la principale fonte di informazione. Giร  oggi, una enorme quantitร  di persone reperisce informazioni e costruisce le proprie opinioni proprio nei social network. Ed ecco perchรฉ il gioco ora si รจ fatto sempre piรน duro.

_alzare LA POSTA

Dunque, la visibilitร  di un post su Facebook, ormai non รจ piรน soltanto una questione di qualche euro in piรน in cassa. Ora diventa anche questione di chi vinca le elezioni presidenziali negli Stati Uniti; se si faccia la BrExit oppure no; se Greta sia la salvatrice del pianeta o un alibi dei potenti; se i gilet gialli siano criminali facinorosi o invece patrioti massacrati da una polizia fascista; se la Monsanto sia una stimata ditta o una organizzazione criminale; se Putin sia un dittatore o un paladino della volontร  popolare; se una epidemia di morbillo esista davvero oppure no. E come capite bene da soli, queste decisioni mettono in palio interessi molto, molto piรน grandi della pensione di Zuckerberg.

_controllare Lโ€™INFORMAZIONE

Ecco perchรฉ รจ iniziata la censura su Facebook โ€“ e su Twitter, e su Instagram, e su Amazon, e su Google, e insomma dovunque fosse possibile forzare, comprando o minacciando, dei gestori di servizi internet a usare questi algoritmi e questo meccanismo di dipendenza dopaminica per orientare la diffusione di informazioni. Per controllare la creazione di opinioni. La censura รจ arrivata in diverse forme. La piรน comune รจ un ritocchino agli โ€œstandard della comunitร โ€. รˆ il metodo piรน semplice: basta aggiungere una riga che dica: ยซvietato diffondere notizie false o che creano allarmeยป, ed รจ fatta: parlare di un bombardamento crea allarme, quindi via, post cancellato e utente silenziato. Pubblicare dati statistici che negano una epidemia รจ dichiarato โ€œfalsoโ€, anche se รจ vero, via: post cancellato e utente silenziato. Cosa puรฒ fare un utente, come puรฒ provare che il dato era reale, a quale tribunale puรฒ ricorrere? A nessuno. Puรฒ solo piegare la testa e aspettare che finisca la โ€œsospensioneโ€ per tornare a ottenere i like a cui รจ stato assuefatto. Un metodo ancora piรน sottile e purtroppo utilizzato in maniera massiccia รจ quello che io definisco il โ€œnerfingโ€.

_il NERFING

Il termine viene dallโ€™ambiente di chi fa modding dei videogiochi, significa in sostanza โ€œridurre la potenzaโ€, โ€œabbassare il livelloโ€ di un dato strumento. Come si applica sui social? Facile: riducono la visibilitร  di un post. Tu lo scrivi, ma lo vede un decimo della tua utenza. Capiamoci, non รจ che cโ€™รจ un pirla che ogni mattina legge un mio post per decidere se applicare una riduzione della visibilitร , eh. รˆ un lavoro svolto da algoritmi. Cercano alcune parole ed espressioni chiave; le intrecciano con ricorrenza delle stesse in altri post dello stesso autore; con ricorrenza nei commenti, nelle repliche; con i gruppi in cui i post di quellโ€™utente vengono piรน spesso condivisi e commentati, fanno il loro calcolo e sim sala bim, il tuo post che prima vedevano in cento, ora lo vedono in dieci.

Il nerfing, come la censura, limita efficacemente la diffusione di un certo tipo di messaggio. Se prima arrivava a ventimila persone, ora arriva al massimo a duemila. Rispetto alla censura perรฒ, offre un vantaggio: allโ€™utente non viene comunicato nulla. I suoi post non sono stati censurati, non sono stati cancellati, lui non รจ stato sospeso. Sia mai che si incazzi, che trovi modo di protestare, di fare causa in qualche modo, o anche soltanto che abbandoni il social. Niente di tutto questo: i suoi post โ€œsgraditiโ€ diventano semplicemente quasi invisibili, ma ufficialmente non รจ successo nulla. Tranne, ovviamente, che sono calati i like.

_come ti ADDESTRANO

E qui scatta lโ€™effetto piรน potente: lโ€™utente che posta *un certo tipo di messaggi*, a seconda di quanto pesantemente lโ€™algoritmo li giudica, si trova la visibilitร  e dunque i like ridotti del 20, del 40, anche del 90%. Ed ecco che il suo cervello, ubbidiente e assuefatto, gli riduce in misura proporzionale il rilascio di dopamina. Ed ecco che arriva la tristezza. Sei triste, e non sai perchรฉ. Certamente non puรฒ essere per qualche like in meno, fossero anche un decimo di prima, che cosa vuoi che te importi dei like, mica sarai uno sfigato che conta i like tu, vero? No, ovviamente no. Ma il tuo cervello sรฌ. Si chiama: associazione stimolo-risposta. Alla lunga, il tuo cervello โ€œimparerร โ€ che se posti certi contenuti, poi sei triste. Il tuo cervello, giorno dopo settimana, dopo mese, dopo anno, verrร  addestrato a non accogliere, a non diffondere, a non postare quei contenuti. Si chiama: addestramento psico-chimico.

Ditemi, quanto vi piace lโ€™idea di essere dei ratti da laboratorio che stanno addestrando proprio in questo momento a cosa pensare, a cosa esprimere, a cosa non pensare nรฉ esprimere?

pubblicato su DolceVita

Archivi
Categorie

Articoli recenti

Analisi della guerra all'Iran
Controllo, influenza, petrolio: un'analisi degli intenti, dello sviluppo e degli esiti per gli obbiettivi dichiarati, non dichiarati ed emersi nel corso della guerra di USA ed Israele contro l'Iran.
ยป LEGGI
Metacomunicazione e guerra: il Nemico Globale
La guerra in atto riguarda la definizione stessa della percezione di realtร  e di identitร  - un conflitto molto piรน profondo e totale di quello militare. Ne parlo con Francesco Polimeni sul suo canale Le ali del brujo.
ยป LEGGI
Liberatevi
La sovranitร  non sta in un governo forte. Salute, libertร , rispetto dellโ€™ambiente e delle minoranze, spessore morale e culturale non sono imponibili tramite obblighi. Le vostre vite sono tutto ciรฒ che avete. Riprendetevele.
ยป LEGGI
La guerra all'Iran - e alla logica
Secondo Trump, il Presidente della Pace, la guerra in Iran era necessaria per salvare dal regime gli iraniani che sta uccidendo con i bombardamenti americani. E comunque gli USA l'hanno giร  vinta. Il problema รจ che l'Iran non l'ha ancora persa.
ยป LEGGI

articoli recenti

commenti

Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti
Meno recenti
Nuovi Piรน votati
0
Ci farebbe molto piacere una tua opinione.x