Come avevo purtroppo immaginato fin dal principio, questa è la fase di “normalizzazione”.
Dopo il trauma dell’imposizione di abusi infiniti, si allevia la pressione concreta – niente restrizioni, sospeso il greenpass, quasi ovunque si può respirare senza bavaglio – e nel contempo si codifica, si rende legale ed ufficiale tutto quel che finora era stato semplicemente un abuso illegittimo.
Alla fine del gioco di prestigio, diritti che fino a prima della pandemenza erano considerati inviolabili diventano ufficialmente e legalmente violabili. Diritto al libero spostamento, diritto all’istruzione, diritto al lavoro, diritto all’inviolabilità del corpo? Svaniscono tutti con uno starnuto.
Non bastasse il fatto di certificare i sacrifici umani come legittimi (letteralmente: si può obbligare a morire il singolo per il bene comune, semmai lo si risarcisce a posteriori), tra tutte le mostruosità espresse ed implicite nella sentenza della Corte (in)Costituzionale appena pubblicata, la più folle è probabilmente questa: si ufficializza il “consenso obbligato”.
Insomma, puoi scegliere *liberamente* se bere o non bere la cicuta, ma se scegli di non berla ti riempiamo di legnate che tu, con la tua scelta, giustifichi. Responsabilmente, però.
Orwell era un pivello.