Il Blog di Stefano Re

ViVi

ViVi e lascia vivere

Più leggo gli interventi di chi abbraccia il movimento V_V più mi affiora un’impressione molto precisa: mi paiono persone che han trovato la strada maestra, e passano il tempo a spiegare agli altri quanto sbaglino a non seguirla anch’essi. Lo comprendo, eh: siamo immersi in un periodo così confuso, così disorientante, che assumere qualche certezza diventa estremamente appetibile e attraente.

Ma c’è una domanda cui nessuno che sostenga V_V finora ha mai saputo rispondere, nonostante sia la prima che mi vien spontaneo porgere, ed è: dove porta la vostra strada? Come ho scritto in mille dialoghi quasi identici senza mai ricevere risposta: quale sarebbe lo scenario di vittoria per cui vi state impegnando? Non è una domanda di poco conto, a meno che l’obiettivo perseguito, consciamente o meno, sia lottare di per sé, e non raggiungere un risultato definitivo.

Un sintomo del sistema

L’unica, reiterata, risposta che mi danno è alternativamente che loro puntano al “trionfo del popolo” (ma quale popolo, di preciso? E quale trionfo? Su questo si glissa) o in modo assai più preciso che la loro è una azione motivata dall’attacco che stiamo tutti subendo alle nostre libertà e cesserà quando cesseranno tali abusi. Questa seconda e assai specifica risposta chiarisce il motivo per cui non condivido affatto l’approccio di V_V: è solo una reazione, una mossa simmetrica agli abusi del sistema. Non propone alcun reale mutamento sociale, alcuna evoluzione, alcun cambiamento, soltanto una serie di reazioni alle pressioni in atto. Come tale, altro non è che un sintomo del sistema stesso, da esso dipendente e ad esso collegato. Una reazione fastidiosa e infastidita ai punti estremi di un processo degenerativo, che non cura e non modifica le cause dei problemi, reagisce solo alle loro manifestazioni più estreme.

Dentro il formicaio

Non entro qui nello specifico delle strategie di azione proposte da V_V, che vengono presentate come “non violente” o di “disobbedienza civile”, perché queste categorie bastano da sole a confermare che si sta parlando soltanto di reazioni intestine al consesso sociale della società in cui viviamo. Azioni dunque esercitabili solo da chi rimane dentro questa società. Ecco dunque che l’azione di V_V si presenta, anche esplicitamente, come forma di resistenza interna alle derive più insopportabili e recenti della società capitalista e neoliberista, e la parola chiave qui è “interna”.  Io però non ho alcun interesse a restare dentro questa società che considero malata oltre ogni possibilità di guarigione.

C’è modo e modo

Infine, e non è elemento di poco peso, quasi sempre i sostenitori di V_V pontificano in toni arroganti e offensivi, pretendendo l’esclusiva d’essere gli unici veri “guerrieri” e detentori di verità ed accusando di ignoranza, stupidità o codardia chiunque avvalori approcci differenti dal loro. Uno zelo e una prosopopea tali da trasformare in pochi secondi persino chi si accosti ad essi con simpatia e interesse in un avversario. La loro dedizione alla Causa produce un effetto repulsivo che non ha nulla da invidiare ad ogni altra espressione di fanatismo.  

Con noi o contro di noi

Mi vengono in mente due esempi di queste dinamiche: i testimoni di Geova e i terroristi, ed i secondi ho potuto studiarli anche professionalmente. Gli uni come gli altri perseguono finalità distanti e sfocate, ma grandemente sentite come le uniche per cui valga la pena vivere. Gli uni come gli altri sacrificano ogni altra cosa per la loro battaglia, certi che la battaglia sia tutto. Gli uni come gli altri sono sempre convinti che chi non segue le loro premesse e strategie stia nell’errore, e che vada “aiutato” a unirsi alla lotta oppure considerato un ostacolo nella dialettica manichea del “o con noi o contro di noi”.

La lotta fine a se stessa

Su tutto questo regna incrollabile lo schema della lotta come centralità, priva di un vero scenario risolutivo di vittoria, se non nel generico e indefinito trionfo del regno dei cieli (o dei giusti tra gli uomini). Una vittoria non quantificabile né prevedibile, che piazza stabilmente al centro di tutto la lotta – e niente altro. Ho visto personalmente individui pieni di risorse e intelligenza finire incastrati nel modello della lotta fine a se stessa. Quasi tutti gli aderenti ai gruppi terroristici della storia seguono questo percorso: iniziano a impegnarsi per reagire a un abuso, o correggere una ingiustizia, e finiscono col combattere per combattere, identificarsi completamente nella loro lotta infinita e di fatto del tutto sterile.

Necessità differenti

Francamente, io non ho alcun desiderio di spendere la mia esistenza scrivendo frasi sui muri per lottare contro un sistema che mi fa cagare, restando imprigionato in un apparato sociale che trovo insopportabile, solo per cercare inutilmente di svegliare persone che hanno già a disposizione tutti gli elementi per svegliarsi e non lo fanno perché non ne sentono ancora il bisogno. Non lo trovo solo inutilmente stupido, lo trovo anche arrogante oltre ogni limite. Se però chi segue V_V sente questa necessità, se questa lotta intestina soddisfa le loro esigenze profonde, gli auguro buona fortuna. Abbiamo gli stessi nemici, ma idee profondamente differenti su come affrontarli.

My way

Io desidero vivere felicemente, e lo sto facendo. Non *reagisco* a questo sistema, accettando una danza in cui ogni mio passo è vincolato ad un passo della struttura che odio. È una danza malata, cui non mi interessa partecipare. Io questo sistema lo cancello proprio dalla mia mente e dalla mia quotidianità, che ricostruisco giorno dopo giorno in un contesto differente, con regole differenti, insieme a chi ha già abbracciato questo stesso passaggio esistenziale. Vivendo così, oltre a costruire il mio futuro, vivo già la mia vittoria, qui ed ora.

Non a casa mia

Dopo aver ascoltato, dialogato e accettato il confronto, e aver dato e avuto spiegazione delle rispettive posizioni e interpretazioni, ritengo necessario fare chiarezza. Io condivido i miei spazi virtuali con persone che non intendono affatto restare in questa società a lottare contro gli psicopatici al potere, scrivendo sui muri o in altro modo, bensì focalizzarsi nel progettare e attuare mondi distinti e differenti. Avremo eccome da combattere per difenderci e come lotta quella basta e avanza. Voglio quindi esser molto esplicito con chiunque condivida le posizioni V_V: ben comprendendo la vostra necessità di fare proselitismo ovunque possiate per la Lotta Suprema in cui vi identificate, vi invito una volta e una sola a farlo altrove e non nei miei spazi.
Grazie.


Allego di seguito un commento scritto in risposta a queste mie osservazioni da parte di un utente Telegram che si nomina “V_V”. Lo riporto qui senza alcuna valenza polemica, bensì per correttezza e completezza verso il lettore, ritenendo utile per verificare nel suo contenuto punto per punto la validità delle mie osservazioni, nel metodo e nel merito.
Per chiarezza descrittiva, le parti in minuscolo sono (alcune) mie osservazioni, quelle in maiuscolo sono le repliche di V_V. Anche in queste scelte stilistiche risaltano differenti toni e modalità.

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