Quando i bambini molto piccoli iniziano a spostarsi, lo fanno gattonando, a quattro zampe. Ed è precisamente l’età in cui portano continuamente alla bocca qualsiasi cosa trovino, qualsiasi cosa attiri la loro attenzione. Perché trecentomila anni di evoluzione della nostra specie hanno selezionato, mantenuto e premiato questo comportamento? Perché è proprio entrando in contatto con elementi del proprio ambiente, anche pericolosi, anche patogeni, che il bimbo costruisce il proprio sistema immunitario. Quel sistema difensivo che lo proteggerà per tutta la sua esistenza, e che trasmetterà in parte ai propri discendenti.
in BOCCA al LUPO
La bocca, e in generale l’intero apparato digerente, sono il canale di ingresso predefinito al nostro organismo per le forme solide e liquide, così come il sistema respiratorio lo è per gli elementi gassosi. Per questo motivo la bocca e il canale digerente sono forniti di ottime protezioni: si tratta di ambienti estremamente ostili, che trattengono, disinnescano chimicamente e infine permettono di assorbire in modo controllato gli elementi del mondo esterno al corpo. Il sistema respiratorio, la bocca e il sistema digerente sono la barriera naturale che possediamo per tenere in comunicazione l’interno del nostro organismo con il mondo esterno. Sono i canali di elezione che l’evoluzione ci ha fornito per questo scambio.
perché il bimbo GATTONA
Per questo motivo i bambini gattonano. Per questo si portano le mani, le dita, alla bocca. Per questo si infilano in bocca tutto quel che trovano. Certo, talvolta questo comportamento provoca un incontro sgradevole. Talvolta provoca persino un incontro letale. È precisamente il modo in cui l’evoluzione ha mantenuto la nostra specie in grado di sopravvivere nell’ecosistema del nostro pianeta, un ecosistema in cui germi e batteri affollano praticamente ogni superficie esistente. La nostra specie, come ogni altra specie vivente su questo pianeta, vi convive da sempre.
dall’AMORE all’INFERNO
Ma ovviamente nessuno desidera che il proprio figlio o nipote si possa mai ammalare, o prenda una brutta infezione, o peggio ancora, ne muoia. E questo desiderio di sicurezza, questa forma di amore, si è trasformata in un meccanismo perverso, che sta condannando proprio i nostri figli, i nostri nipoti, a una vita d’inferno. Sanifichiamo e sterilizziamo per quanto ci riesca ogni ambiente in cui i neonati e i bambini si muovono, li assilliamo con la necessità di lavarsi continuamente, e soprattutto li imbottiamo di farmaci e altri veleni fin dal giorno stesso della loro nascita. Nemmeno glieli forniamo tramite la bocca, cioè il canale predefinito di incontro con il mondo esterno che sempre l’evoluzione ha fornito al nostro corpo. No, glieli iniettiamo direttamente sotto la pelle, all’interno del corpo, superando così tutte le barriere protettive che il sistema digerente fornisce proprio per difendere il corpo dall’ingresso di agenti pericolosi.
un mondo di TOSSICI
Quale risultato possiamo ottenere moltiplicando in maniera ossessiva e costante questo comportamento? Lo stiamo osservando: un mondo sovrappopolato di individui sempre più deboli, sempre più fragili, i cui sistemi immunitari sono depressi, incapaci di fronteggiare la più semplice infezione o malattia senza l’ausilio di farmaci e malattie. Ed ora stiamo dando il colpo di grazia proprio al sistema immunitario con l’introduzione di vaccinazioni di massa, che di fatto pretendono di sostituire stabilmente la costruzione naturale del sistema immunitario umano con un precario sistema immunitario simulato, indotto farmacologicamente, perennemente in scadenza e dunque da rinnovare ogni pochi anni.
vi tocca SCEGLIERE
Un mondo sovrappopolato di tossici. Esseri umani ogni generazione sempre più fragili, sempre malaticci, dipendenti, per tutta la loro vita, dalle dosi di farmaci e vaccini annuali; condannati a respirare attraverso mascherine e bombolette portatili; sempre più incapaci di vivere a contatto con il terreno, con le piante, con gli animali. Davvero è questo il futuro che desiderate per i vostri figli e nipoti? È venuto il momento di domandarselo: le vostre scelte di oggi lo stanno decidendo in modo irreversibile.