Gli Stati Uniti hanno avviato una operazione militare congiunta con Israele contro lโIran il 28 febbraio 2026. Molti, tra cui lo stesso presidente Trump, parlano in effetti di โguerraโ e usano il termine โoperazione militareโ dichiaratamente per sfuggire allโapprovazione Congressuale che una guerra richiederebbe secondo le leggi americane. Lโuna o lโaltra che vogliate definirla, รจ stata avviata con alcuni obbiettivi dichiarati, alcuni non dichiarati ma evidenti e altri emersi nel corso del conflitto stesso. In questo articolo cercheremo di analizzarli uno per uno nei loro intenti, sviluppi ed esiti.
Gli obbiettivi dichiarati erano due. Il principale era โImpedire allโIran di munirsi di armi nucleariโ. Quello secondario, espresso ad operazione avviata, era โSalvare il popolo iraniano liberandolo da un regime oppressivoโ.
Gli obbiettivi non dichiarati ma evidenti erano demolire o perlomeno diminuire la potenza militare dellโIran e la sua influenza politica ed economica nellโarea del Golfo. Rafforzare e consolidare influenza e forza militare degli USA e di Israele. Assumere se possibile il controllo o almeno ottenere vantaggi gestionali nella estrazione e commercializzazione del petrolio.
Lโobbiettivo emerso nel corso del conflitto ed oggi determinante รจ invece quello di riaprire il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Analizziamo comโรจ andata per ciascuno di questi obbiettivi.
Obbiettivo Dichiarato numero 1: Impedire allโIran di munirsi di armi nucleari
Lo sviluppo di armi nucleari da parte dellโIran รจ un tema di per sรฉ curioso. Netanyahu ripete regolarmente che lโIran รจ a pochi mesi, settimane o giorni dallโavere armi atomiche dagli anni โ90. Per cui lโIran sarebbe sempre stato sul punto di averle da oltre 30 anni.
Nel marzo 2026, L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha ribadito che, nonostante le tensioni, non vi sono prove dell’esistenza di un programma attivo per la costruzione fisica di testate nucleari in Iran.
Le stesse conclusioni sono state confermate dai report e dalle testimonianze pubbliche di direttori dei servizi segreti Statunitensi. Hanno smentito che lโIran fosse o si apprestasse ad essere una minaccia nucleare per gli USA o per altri paesi.
Obbiettivo raggiunto?
Su questa materia, Trump ha giร attuato unโoperazione militare USA in Iran nel giugno 2025. L’azione, nota come Operazione Midnight Hammer (“Martello di Mezzanotte”), ha avuto luogo tra il 21 e il 22 giugno 2025. L’attacco ha preso di mira i tre principali siti nucleari iraniani: Natanz, Isfahan e Fordow. In un discorso televisivo del 21 giugno, Trump ha affermato che le strutture chiave per l’arricchimento nucleare dell’Iran erano state “completamente e totalmente obliterate“.
Tulsi Gabbard (Direttrice dell’Intelligence Nazionale) davanti alla Commissione Intelligence del Senato del 18 marzo 2026, ha dichiarato che a seguito dell’Operazione Midnight Hammer (giugno 2025), il programma di arricchimento nucleare iraniano era stato “obliterato”. Ha dichiarato sotto giuramento che, dopo gli attacchi del 2025, l’Iran non ha compiuto sforzi per ricostruire le proprie capacitร di arricchimento. Ha smentito la tesi di Trump secondo cui l’Iran era a “pochi giorni” dal possedere una bomba.
Joe Kent (ex Direttore del Centro Nazionale Controterrorismo) rassegnando le dimissioni dal suo incarico il 17 marzo 2026 in segno di protesta contro la guerra ha affermato esplicitamente che “l’Iran non rappresentava alcuna minaccia imminente per gli Stati Uniti” e che il conflitto sia stato innescato da pressioni di Israele.
Esito
Poichรฉ non si sa con precisione su quali dati si basasse lโipotesi che lโIran stesse per realizzare potenziale nucleare per usi bellici, e poichรฉ tale obbiettivo era giร stato definito completamente raggiunto pochi mesi prima da altra operazione militare, appare impossibile stabilire in che misura questo primo obbiettivo della guerra sia stato o possa mai essere raggiunto.
Obbiettivo dichiarato numero 2: liberare il popolo iraniano da un regime oppressivo
Il 28 febbraio 2026, Trump ha dichiarato in un videomessaggio di 8 minuti su Truth Social l’inizio di “importanti operazioni militari” in Iran. Ha esortato esplicitamente il popolo iraniano a “riprendere il controllo del proprio governo” definendo questo momento come la loro “ora della libertร “. Il 13 febbraio 2026, ha affermato che un cambio di regime in Iran sarebbe stata “la cosa migliore che potesse mai accadere“. Il 28 febbraio 2026, in un’intervista al Washington Post, ha dichiarato: “Tutto ciรฒ che voglio รจ la libertร per il popolo iraniano“. Il 7 aprile 2026 Donald Trump ha cambiato lievemente registro, minacciando di estinzione il popolo Iraniano con lโaffermazione “un’intera civiltร morirร stanotte”.
Un inizio col botto
Nei fatti, nel solo primo giorno di guerra, il 28 febbraio, due attacchi militari USA hanno ripetutamente colpito obbiettivi civili. Un primo doppio attacco al Palazzetto dello Sport di Lamerd ha causato la morte di 21 persone, incluse bambine e adolescenti che stavano partecipando a un allenamento di pallavolo. Un secondo doppio attacco ha ripetutamente bombardato una scuola elementare a Minab uccidendo quasi duecento tra bambine, genitori, insegnanti e soccorritori.
Scuole e ospedali
Nel corso del conflitto, si contano almeno 763 scuole danneggiate o distrutte. Sono poi state colpite circa 316 strutture sanitarie, inclusi ospedali, centri medici e farmacie. L’Organizzazione Mondiale della Sanitร (OMS) ha confermato attacchi diretti ad almeno 13 ospedali. Si riportano danni a circa 90.000 siti civili. Tra questi oltre 62.000 abitazioni private danneggiate o distrutte, demolizione di infrastrutture critiche come ponti (uno a Karaj ha causato 13 vittime), centrali elettriche e impianti farmaceutici. Sono state distrutte anche numerose sedi della Mezzaluna Rossa e circa 94 ambulanze.
Salvare i civili iraniani uccidendo i civili iraniani
Secondo i dati aggiornati al 14 aprile 2026, il bilancio delle vittime civili รจ il seguente. HRANA (Human Rights Activists News Agency): Ha documentato almeno 1.701 civili uccisi, tra cui almeno 254 bambini. Complessivamente, l’organizzazione stima oltre 3.600 morti totali in Iran dall’inizio del conflitto. Le ultime cifre ufficiali del governo Iraniano parlano di 3.375 persone uccise e oltre 26.500 feriti. Diversi report conteggiano specificamente almeno 240 donne e 212 bambini tra i deceduti. Mezzaluna Rossa Internazionale ha riferito di almeno 2.000 vittime totali in Iran al 10 aprile 2026.
Nel perseguire lโobbiettivo di distruggere la classe dirigente Iraniana, gli attacchi USA e Israeliani hanno preso a bersaglio esponenti politici, militari e religiosi delle istituzioni Iraniane, in molti casi uccidendo anche loro familiari, inclusi coniugi, figli o altri parenti.
A fine marzo 2026, Trump ha affermato che il cambio di regime era avvenuto, poichรฉ la vecchia leadership era stata “decimata e distrutta” e sostituita da un “nuovo gruppo meno radicale“. Il 7 aprile 2026, perรฒ, con un post sulla piattaforma Truth Social Il presidente ha dichiarato che, se l’Iran non avesse accettato un accordo entro la scadenza fissata, “un’intera civiltร morirร stanotte, per non essere mai piรน riportata in vita“.
Esito
Secondo i dati disponibili oggi, la guerra non ha indebolito in alcun modo il regime Iraniano, benchรฉ abbia effettivamente ucciso molti dei suoi esponenti di rilievo. Il sostegno popolare invece che calare รจ di fatto aumentato, con molti oppositori interni che si sono schierati a sostegno del regime e contro lโattacco USA e Israeliano. In generale, รจ enormemente cresciuta lโostilitร verso gli USA e verso Israele, non solo nellโarea mediorientale ma in tutto il mondo. Stando ai dati oggi disponibili, questo secondo obbiettivo si puรฒ dichiarare totalmente fallito.
Obbiettivo non dichiarato: Ridurre influenza Iraniana e aumentare controllo USA nellโarea
Un obbiettivo non dichiarato ma molto sentito per questa guerra era di ridurre il potenziale bellico e lโinfluenza politica e militare dellโIran, visto come una minaccia ed un ostacolo sia da Israele che dagli interessi USA nellโarea mediorientale.
Sui risultati ottenuti in questa materia, Trump ha ripetutamente esibito grande fiducia. Come giร visto, nel Giugno del 2025 a seguito dell’Operazione Midnight Hammer (21-22 giugno), Trump ha dichiarato di aver raggiunto lโobbiettivo dellโobliterazione nucleare, e che le principali strutture per l’arricchimento dell’uranio erano state “totalmente obliterate“. Ha aggiunto che l’Iran non avrebbe piรน avuto la possibilitร di produrre un’arma nucleare “per decenni“. Come giร visto, pochi mesi piรน tardi si avviava una guerra vera e propria con lโobbiettivo dichiarato di impedire nuovamente allโIran di ottenere armi atomiche.
A Febbraio e Marzo 2026, con l’inizio dell’invasione aerea e navale su vasta scala, le affermazioni di Trump si sono spostate sulle forze convenzionali. Trump ha sostenuto che la marina iraniana e le basi dei droni erano state eliminate nei primi giorni dell’offensiva. A fine marzo 2026, ha dichiarato che la leadership militare iraniana era stata “decimata e distrutta“. Il 30 marzo ha affermato che il regime era collassato militarmente e che un “nuovo gruppo meno radicale” era pronto a prendere il potere. Il 3 Aprile 2026 ha minacciato la distruzione totale delle infrastrutture civili residue (ponti, rete elettrica), sostenendo che l’Iran non avesse piรน mezzi militari per difendersi, e subito dopo ha rivendicato di aver costretto la nuova leadership iraniana alla resa. Al 13 aprile 2026, ha ribadito che l’Iran non rappresenta piรน una minaccia militare per gli USA o Israele perchรฉ le sue scorte missilistiche sono esaurite o distrutte, e che le forze USA possono ora operare un blocco totale dei porti iraniani senza incontrare resistenza.
Esito
Nonostante queste ripetute affermazioni di Trump sullโazzeramento delle forze militari Iraniane, lโIran conserva il controllo del suo territorio, limita il passaggio delle navi nelle sue acque territoriali e continua ad effettuare attacchi missilistici su posizioni militari israeliane. Secondo molti analisti ha inoltre fortemente danneggiato le infrastrutture militari USA nellโarea del golfo, indebolendo notevolmente la capacitร americana di controllare lโarea.
Un altro effetto evidente di questa guerra รจ la modifica profonda nei rapporti di fiducia tra gli USA e gli stati del golfo con essi alleati, che ospitando strutture militari USA, si sono visti esposti alla reazione Iraniana senza ricevere protezione alcuna dagli Stati Uniti. In termini piรน ampi, lโincoerenza e il costo in vittime civili di questa operazione ha reso molto impopolare lโamministrazione Trump un poโ in tutto il mondo, e peggiorato ulteriormente lโormai pessima reputazione di Israele.
Nellโinsieme, se Israele ha perlomeno sanguinosamente ottenuto la mera conquista territoriale del sud del Libano, gli USA hanno soltanto perso potere, peso militare e politico e influenza sullโarea mediorientale e in tutto il mondo.
Obbiettivo Emerso: riaprire lo Stretto di Hormuz
Come ogni analista del pianeta aveva ragionevolmente previsto, quando messo alle strette, il regime di Teheran ha chiuso la navigazione nello Stretto di Hormuz. Si tratta come ormai tutti sanno di una rotta essenziale per una grande quantitร di beni, primo tra tutti il petrolio diretto al resto del mondo. Il blocco totale della navigazione ha rapidamente messo in pericolo lโintera economia mondiale, esibendo nel contempo lโincapacitร americana di controllare la situazione creata con lโattacco allโIran.
Le confuse e ondivaghe dichiarazioni di Trump a riguardo non hanno che aggravato la situazione, con annunci continui di imminente o giร avvenuta riapertura, possibili quanto improbabili spiragli negoziali, ultimatum con minacce apocalittiche e altre assortite sciocchezze che hanno fatto perdere ogni residua credibilitร al governo USA.
Introiti enormi
In termini giuridici internazionali, lo stretto di Hormuz รจ legalmente composto di acqua territoriale Iraniana e dellโOman, ed รจ dunque del tutto legittimo che lโIran decida di imporre un dazio per il passaggio delle navi nelle proprie acque territoriali. In termini militari, poi, lโampiezza del territorio iraniano da cui รจ possibile lanciare attacchi che coprono totalmente il transito navale lungo lo stretto rende praticamente impossibile evitare accordi con esso.
Va inoltre notato che imponendo un dazio al passaggio delle navi dallo Stretto, lโIran si procura un introito economico enorme e praticamente illimitato. Ciรฒ ovviamente si tradurrร in un rafforzamento tanto politico quanto militare del regime stesso e della sua influenza nellโarea. Il fatto che fino ad oggi lโIran non avesse mai tentato di imporre il proprio controllo sullo stretto rende evidente quanto male progettata e disastrosamente condotta sia stata e continui ad essere questa guerra.
Lโobbiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz รจ dunque un obbiettivo disperato, che tenta di correggere una condizione critica generata dallo stesso attacco USA, il cui conto salato viene pagato da quasi ogni paese del mondo, che dunque piรน che mai incide negativamente sui rapporti e lโinfluenza USA a livello globale.
Bilanci
Stanti i dati attuali, il bilancio di questa guerra รจ impietoso. Ogni obbiettivo, dichiarato e non dichiarato, iniziale o emergente, risulta indecidibile o disastrosamente fallito. Gli USA hanno perso credibilitร , peso e influenza politica e militare tanto a livello regionale in Medioriente quanto a livello globale.
Israele ha ottenuto il controllo parziale del sud del Libano. Ma ha anche esibito una vulnerabilitร militare inattesa con il fallimento dellโIron Dome, e continua a subire attacchi nel suo territorio. Ha inoltre ulteriormente aggravato la propria posizione a livello internazionale a causa del suo attacco indiscriminato a obbiettivi civili e dei costanti crimini di guerra commessi in Libano come giร in Palestina.
Inoltre, lโindebolimento del controllo USA sullโarea e il rafforzamento delle forze ad esso opposte rende sempre piรน precaria la posizione di Israele stessa. Una condizione in cui un Iran che si procuri lโenorme introito di un pedaggio sullo Stretto di Hormuz renderebbe critica in tempi relativamente brevi.
Possibili Conclusioni
Se si vuole infine provare ad ipotizzare gli esiti possibili del conflitto, gli scenari si fanno ancora piรน foschi. Al presente sembra che allโamministrazione americana restino solo tre possibili vie dโuscita dalla situazione attuale: la โTrumpataโ, lโinvasione di terra o lโopzione โtabula rasaโ. Vediamole una per una.
La trumpata
La โTrumpataโ รจ un espediente giร ben rodato nel modello comunicativo di questo presidente. Consiste in sostanza nel dichiarare di aver vinto e ritirarsi dallโingaggio. Il fatto che i dati fattuali possano smentire la vittoria non sarebbe una novitร e verrebbe squalificato come il solito attacco della stampa menzognera. Considerazione del resto tuttโaltro che peregrina, visto che i mass media si sono ripetutamente e su piรน ambiti dimostrati dei professionisti della menzogna sistematica. Di tutte le possibili exit strategy, questa รจ certamente la meno dolorosa e problematica per il mondo intero. Le mie speranze sono verso di essa.
Lโinvasione
Lโinvasione di terra sarebbe per gli USA e per lโIran un bagno di sangue peggiore di quanto lo sia stato il conflitto in Vietnam. LโIran รจ un territorio enorme, e gli iraniani si preparano a difenderlo da decenni, sia strutturalmente che psicologicamente. Un’invasione richiederebbe un numero sterminato di soldati americani e inevitabilmente di perdite umane, in un contesto in cui lโintero mondo considera questa guerra una assurditร e fin dal suo principio un atto illegale.
Secondo la stessa legge statunitense la capacitร di un presidente di avviare una guerra passa per lโapprovazione del Congresso. Trump l’ha evitato sperando in una vittoria lampo, ma non potrebbe evitarlo passando a una strategia di invasione territoriale. La strategia non potrebbe garantire nemmeno il ristabilirsi di un pacifico utilizzo dello Stretto di Hormuz. Renderebbe anzi sempre piรน incerto e pericoloso il passaggio in una zona di conflitto in corso.
Ma il dato piรน determinante di tutti รจ che un’invasione dellโIran da parte degli USA, oltre a costare immensamente alle finanze americane, avrebbe probabilitร molto basse di concludersi in una vittoria. Lโunica ragione per cui รจ ipotizzabile che Trump si muova verso questa decisione รจ che finora ha giร compiuto scelte disastrose, suicide e prive di senso. Ci si deve augurare che non continui a farlo, o che qualcuno lo fermi se dovesse avviarsi allโennesimo terribile sbaglio.
Tabula rasa
Lโopzione โtabula rasaโ รจ tra le tre la piรน drastica e la peggiore in termini di conseguenze per la reputazione internazionale. Consisterebbe in sostanza nellโutilizzo di armi convenzionali o persino nucleari con il fine dichiarato di azzerare ogni struttura sociale, militare ed economica dello stato iraniano. ร una opzione che lo stesso Trump ha giร ventilato come minaccia, e non si puรฒ purtroppo escluderla dalle possibili scelte di questa amministrazione.
Va considerato che, se questa fosse la strada scelta dagli USA, le ripercussioni sarebbero enormi in tutto il mondo. Certamente di fronte a un simile massacro Russia e Cina non starebbero a guardare passivamente. Se per miracolo questo non portasse ad un conflitto su larga scala, gli USA verrebbero comunque condannati come criminali di guerra da moltissimi paesi. I rapporti commerciali, oltre che politici e culturali, muterebbero radicalmente. Non ritengo improbabile che in un simile scenario allโinterno degli stessi Stati Uniti si giunga a instabilitร strutturale e gravi conseguenze.
Le pretese di Israele
Ad ultimo, ritengo essenziale annotare che gli sviluppi e lโesito di questa guerra sono e saranno sempre di piรน decisivi per il futuro di Israele ed i suoi rapporti con gli stati arabi e il resto del mondo. Anche se gli USA occupano gran parte della scena, a nessuno sfugge che sia stato Israele ad aver preteso e ottenuto questa guerra e che la stia usando per allargare il proprio controllo e il proprio territorio nella cosiddetta โGrande Israeleโ. Lโinfausto sviluppo degli eventi non sembra perรฒ indicare sorti benevole a questa progettualitร . Dove gli USA finissero col ritirarsi e perdere la loro influenza sul Medioriente, come sopra annotato Israele vedrebbe aumentare di molto la propria vulnerabilitร .
Lโopzione Sansone
Nel corso dei decenni Israele non ha precisamente coltivato buoni rapporti con i propri vicini. La politica di occupazione territoriale, oppressione, squalificazione umana e culturale quando non attacco militare e omicidi mirati, hanno creato una ostilitร verso Israele che non ha probabilmente pari verso alcuna altra nazione nellโintero pianeta.
Qualora gli USA rimuovessero il loro sostegno diretto e indiretto, vuoi per debolezza strutturale o per scelta politica, Israele si troverebbe esposto piรน che mai. Il fatto che lo stato Israeliano detenga con ogni probabilitร numerose armi atomiche su cui da sempre rifiuta ogni controllo, congiunto con lโassodato disprezzo israeliano per le vittime civili che causa con le sue azioni e la comprovata assenza di scrupoli nel commettere crimini di guerra, aprirebbe scenari molto seri dove il paese si trovasse improvvisamente vulnerabile e orfano della storica protezione americana. Una situazione simile dovrebbe venire accuratamente considerata, prevista e ne dovrebbe venir approntata la possibile gestione, non soltanto da una amministrazione USA e dagli attori regionali prossimi al territorio Israeliano, ma anche da ogni altro Stato del pianeta.


